Epatite C, Gilead dovrà restituire circa 300 milioni di euro alle Regioni

Aifa comunica che è stato raggiunto il quarto scaglione di sconto al Ssn previsto dall'accordo prezzo/volume . In testa alla ripartizione regionale del payback a carico dell'azienda statunitense si collocano Lombardia (circa 56,3 mln), Puglia (33,7 mln) e Toscana (24,8 mln)

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Quasi trecento milioni di euro. E’ l’importo che Gilead dovrà restituire alle regioni in base all’accordo prezzo/volume che la farmaceutica statunitense ha raggiunto con l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) in fase di negoziazione del prezzo e della rimborsabilità degli anti-epatite Sovaldi (sofosbuvir) e Harvoni (ledipasvir/sofosbuvir). E’ stato infatti raggiunto il quarto scaglione di sconto al Ssn previsto dall’accordo. L’azienda dovrà ora “restituire attraverso l’emissione di note di credito alle Regioni l’importo di 294.547.289 euro, con le modalità e le tempistiche indicate dalla Determinazione Aifa n. 1024/2016”, precisa la nota dell’Aifa. L’emissione delle note di credito alle strutture sanitarie autorizzate dovrà avvenire entro trenta giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (avvenuta  lo scorso 30 luglio) fino a concorrenza degli importi dovuti.
In testa alla ripartizione regionale del pay-back a carico dell’azienda, in applicazione dell’accordo, si collocano la Lombardia (circa 56,3 milioni), Puglia (33,7 milioni), Toscana (24,8 milioni) e Sicilia (22,5 milioni). Al contrario agli ultimi posti figurano Valle D’Aosta (177.473 euro), Provincia Autonoma di Trento (745.379) e Molise (923.184). “L’ultimo scaglione di trattamenti – precisa la nota dell’Aifa -prevede il massimo livello di sconto e il suo raggiungimento è condizionato in funzione della rapidità con cui le Regioni, per il tramite delle strutture ospedaliere, provvederanno ad avviare al trattamento con Sovaldi/Harvoni i pazienti che rientrano nei criteri di rimborsabilità fissati dalla Commissione Tecnico Scientifica”.
In attesa della conclusione della rinegoziazione degli accordi delle due terapie (attualmente in una fase di stand by a causa della distanza tra il costo proposto dall’azienda e quello ritenuto più conveniente per il Ssn)  per le Regioni si applica quanto previsto dalla Delibera Cipe del 2001 e quindi resterà operativo l’accordo precedente (scaduto lo scorso 18 giugno).

RIPARTIZIONE REGIONALE DEL PAY-BACK