Gli screening neonatali obbligatori sono legge. Il Senato approva il ddl Taverna

Approvato all'unanimità, il testo uniformerà le diagnosi su tutto il territorio nazionale e porterà le malattie esaminate da tre a quaranta

Lo screening neonatale obbligatorio per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie adesso è legge. La dodicesima Commissione permanente Igiene e Sanità del Senato ha approvato oggi in sede deliberante e in terza lettura il ddl proposto da Paola Taverna (M5s) dopo l’approvazione della Camera a giugno. Si uniforma così su tutto il territorio italiano quanto già avviene in alcune regioni. La novità, però, sta nel fatto che il test rapido del sangue sarà esteso dalle attuali tre patologie metaboliche (ipotiroidismo congenito, fenilchetonuria e fibrosi cistica) a quaranta malattie rare, che comprendono acidurie organiche, aminoacidopatie e difetti della ß-ossidazione degli acidi grassi. Il funzionamento degli accertamenti diagnostici sarà sottoposto alla vigilanza di un “Centro di coordinamento sugli screening neonatali”, organismo in cui siederanno rappresentanti del ministero della Salute, dell’Istituto superiore di sanità e di tre associazioni di malati rari. “Abbiamo reso un buon servizio al Paese. La norma – ha dichiarato il relatore Piero Aiello – permetterà cura e assistenza precoce a chi nasce con queste malattie rare, permettendo anche di diminuire la spesa in termini di ricoveri e complicanze, che spesso sono conseguenza di una diagnosi in ritardo. È anche motivo di soddisfazione il fatto che sia stata approvata all’unanimità da tutte le forze politiche, senza distinzioni”.
Confermato anche l’inserimento degli screening nel Livelli Essenziali di Assistenza. “Grazie a questa norma – commenta Taverna – da oggi questi esami fondamentali vengono inseriti nei Lea e vengono estesi in ogni regione, senza più nessuna distinzione tra nord e sud”.
La copertura finanziaria a decorrere dal 2016 è di circa 25 milioni di euro e il beneficio più grande, stando alle parole del senatore Luigi d’Ambrosio Lettieri (CoR) è per le famiglie. Questo screening “consente di disporre di dati epidemiologici su un numero maggiore di patologie per la programmazione e la realizzazione di interventi di sanità pubblica, genera un contenimento dei costi per il Servizio sanitario nazionale a lungo termine e contribuisce a evitare, a migliaia di famiglie, di vivere un lungo periodo di incertezza della diagnosi, con elevati costi umani e anche sanitari in termini di visite, indagini diagnostiche, ricoveri e trattamenti inadeguati”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro Beatrice Lorenzin: ” Si tratta di misure significative che ho fortemente sostenuto  e voglio esprimere la mia personale gratitudine per il lavoro svolto da tutti i gruppi parlamentari, capaci di raggiungere un obiettivo fondamentale come lo screening neonatale, la diagnosi precoce di patologie per cui la tempestiva presa in carico ed avvio di adeguato trattamento”. Lo screening neonatale esteso” non rappresenta un costo – prosegue il ministro – ma un investimento per la salute. Proprio partendo da questi presupposti, sono evidenti le motivazioni per le quali, la legge è da considerarsi una misura sanitaria di notevole portata; grazie ad essa, infatti, si potranno effettuare sull’intero territorio nazionale gli screening allargati”.
Ora le Regioni avranno sei mesi di tempo per adeguarsi alla nuova legge.La lista ufficiale delle patologie sarà inoltre contenuta in un provvedimento che dovrà essere emanato dal ministero della Salute in coordinamento con l’Agenas.