A Roma l’Esc Congress 2016, il più grande evento cardiovascolare del mondo

Dal 27 al 31 agosto la Capitale opiterà oltre 35mila cardiologi provenienti da 140 Paesi per l’appuntamento annuale della Società europea di cardiologia. Prevenzione della morte cardiaca improvvisa, nuovi farmaci con anticorpi monoclonali per il trattamento delle dislipidemie, i più recenti studi clinici del settore tra gli argomenti trattati

Dalla prevenzione della morte cardiaca improvvisa, ai dati sull’efficacia dei nuovi farmaci con anticorpi monoclonali per il trattamento delle dislipidemie, fino ai più recenti studi clinici del settore, come quello pubblicato sul Journal of American College of Cardiology che ha dimostrato come il rischio individuale di morte per malattie cardiache è del 20% più basso per ogni decade di vita vissuta da almeno uno dei genitori oltre i 70 anni. Sono alcuni dei temi al centro dell’Esc congress 2016, appuntamento annuale dell’European Society of Cardiology, che quest’anno si svolgerà a Roma, presso la Fiera di Roma, dal 27 al 31 agosto. Il più grande e influente evento cardiovascolare del mondo, che si prevede porterà nella capitale oltre 35mila cardiologi provenienti da 140 Paesi.
Le malattie cardiache sono ancora oggi una delle principali cause di morte con 4,35 milioni di decessi registrati ogni anno in Europa e una mortalità pari al 45% totale. In particolare la cardiopatia ischemica è la prima causa di morte in Italia, rendendo conto del 28% di tutti i decessi, mentre gli accidenti cerebrovascolari sono al terzo posto con il 13%, dopo i tumori. Senza considerare che chi sopravvive diventa un malato cronico con una conseguente riduzione di qualità della vita e un aumento delle disabilità e dei costi economici. In Italia, secondo l’ISTAT, la prevalenza di cittadini affetti da invalidità cardiovascolare è pari al 4,4 per mille. E secondo la Relazione sullo stato di salute del Paese del 2000, il 23,5% della spesa farmaceutica italiana, pari a 1,34% del PIL, è destinata a farmaci per il sistema cardiovascolare.
“L’Italia ha avuto una lunga tradizione di eccellenze nel campo della medicina cardiovascolare e ha sempre fornito un importante contributo all’Esc nel corso degli anni” afferma Fausto Pinto, Presidente Esc. “Il nostro Paese da anni contribuisce con un elevato numero di pubblicazioni scientifiche internazionali in cardiologia, spesso primeggiando tra i maggiori contributori scientifici – aggiunge Michele Gulizia, Direttore Cardiologia Ospedale Garibaldi di Catania e Local Press Coordinator del Congresso – tanto da essere riconosciuta come una eccellenza clinica per questa specialità, e possiamo annoverare importanti nomi italiani nella cardiologia mondiale. Abbiamo ottimi clinici, grandi strutture, conoscenze, il prossimo obiettivo è lavorare sulla prevenzione e sulla modificazione degli stili di vita”.
Proprio questo sarà uno dei temi del congresso: “È sempre più chiaro che la salute è un insieme di fattori fisici, familiari e determinanti sociali: la ricerca pubblicata sull’Journal of American College of Cardiology – continua Gulizia – è emblematica in questo senso: la longevità dei genitori era associata ad una maggiore educazione, introito economico e attività fisica e una prevalenza più bassa di fumo e obesità”.
“La disponibilità di defibrillatori automatici (Aed)nei luoghi pubblici, utilizzati anche da personale laico adeguatamente istruito, riveste un ruolo fondamentale nella cosiddetta catena della sopravvivenza” aggiunge Leonardo Bolognese, Direttore Cardiologia ospedale di Arezzo e Local Press Coordinator di ESC 2016. “Un recente studio condotto in Spagna ha documentato che il 42,5% dei pazienti trattati con Aed recuperava la circolazione spontanea, dimostrando l’eccellente livello di sicurezza e specificità del dispositivo. La ricerca ha mostrato che 1 paziente su 4 era candidato all’uso del defibrillatore e la metà dei pazienti sottoposti a shock sono stati successivamente trattati con successo dei dipartimenti di emergenza. Questi dati traslati alla realtà italiana indicano che dei 50.000 casi italiani l’anno, ¼ potrebbe salvarsi con il defibrillatore.”
“Durante il congresso, oltre i dati sui nuovi farmaci con anticorpi monoclonali, saranno presentati quelli sullo stato dell’arte della Tavi nel trattamento delle valvulopatie aortiche degenerative, individuando i criteri per un intervento altamente appropriato” ha concluso Francesco Romeo, Presidente Società Italiana di Cardiologia, Direttore Cattedra di Cardiologia, Università di Roma Tor Vergata e Local Press Coordinator . “Saranno, inoltre, presentati i dati sulla riparazione e/o sostituzione della valvola mitrale con metodiche di cardiologia interventistica. È il futuro che è già presente in Italia, essendoci stata la prima sostituzione valvolare mitralica per via percutanea al mondo in Italia presso il Policlinico Tor Vergata di Roma.