Merck blocca la sperimentazione su odanacatib: sale il rischio ictus

Il farmaco è efficace per ridurre le fratture ossee da osteoporosi ma al suo impiego si associa un aumentato rischio di evento cerebrovascolare

celgene research award

Merck & Co. Inc. blocca la sperimentazione del farmaco contro l’osteoporosi odanacatib, in quanto sarebbe associato all’aumento dell’incidenza di ictus nei pazienti. Secondo l’agenzia Reuter che ne ha dato notizia, nonostante l’efficacia del farmaco, che riduce il rischio di fratture ossee, la decisione, arrivata oggi, fa seguito ai risultati di una ricerca indipendente, seguiti a studi avanzati su donne in età postmenopausale. Durante la fase clinica, il trattamento per l’osteoporosi è stato condotto sia con la somministrazione di odanacatib che di placebo, ma già nel 2014, stando a quanto si legge sul sito della società, erano sorti dei problemi. Il gruppo di pazienti curati con odanacatib aveva presentato un’incidenza dell’ictus del 1,4%, mentre quello curato a base di placebo dell’1,1%. Gli ispettori avevano rilevato che problemi cerebrovascolari erano occorsi a circa 305 pazienti (3,8%) del primo gruppo, contro i 290 (3,6%) del secondo gruppo. “Siamo molto dispiaciuti – ha commentato Roger M. Perlmutter, presidente della Merck Research Laboratories – che nonostante i benefici che comporta odanacatib non ci possano essere altri sviluppi. Abbiamo imparato che il trattamento con odanacatib riduce l’incidenza di rotture ossee, ma allo stesso tempo il rischio di ictus in fase III non permette ulteriori sperimentazioni”.