Nuovi Lea, via libera dalla Stato-Regioni. Lorenzin: “Operativi entro fine anno”

Ratificata l’intesa tra Governo e Regioni sul provvedimento che aggiorna i Livelli essenziali di assistenza, dopo il sì della Conferenza dei governatori di stamattina. Il ministro: “Milioni di italiani avranno accesso a nuove cure”. Ma manca ancora un passaggio alle commissioni di Camera e Senato

I nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale si impegna a garantire gratuitamente ai cittadini, hanno avuto l’ok della Conferenza Stato-Regioni. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al termine della seduta: “Abbiamo i Lea, il nuovo nomenclatore per le protesi, il piano nazionale vaccini. È una buona giornata per milioni di pazienti italiani che avranno accesso a nuove cure”.

Ora il Dpcm che aggiorna la griglia dei Lea, includendo il nomenclatore per le protesi e l’offerta vaccinale prevista dal nuovo Piano 2016-2018, dovrà passare per le commissioni competenti di Camera e Senato. Concluso l’iter, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, i nuovi Lea diventeranno realtà. Quando? “Saranno operativi entro la fine dell’anno”, spiega Lorenzin.

Stamattina era arrivato il “sì” della Conferenza delle Regioni, condizionato però a garanzie sulle risorse per rendere i nuovi Lea realmente applicabili e a una “meticolosa” fase di monitoraggio. Gli 800 milioni di euro vincolati nella legge di Stabilità per l’attuazione dei nuovi Lea “sono confermati”, assicura Lorenzin, spiegando che “si tratta di una misura strutturale e non una tantum” e che ci sarà “un meccanismo di aggiornamento e le Regioni potranno anche aumentare le risorse”. Ovviamente, puntando a risparmiare altrove: “Stiamo già vedendo i risultati, in pochi mesi, con le centrali uniche di acquisto”, sottolinea Lorenzin.

Con i Lea, spiega poi il ministro, “siamo all’inizio di una nuova fase con un metodo di lavoro diverso: le prestazioni saranno aggiornate ogni anno da una commissione in base alle scoperte del mondo scientifico”. Tra le nuove prestazioni garantite, il ministro segnala in particolare quelle relative a endometriosi, malattie rare (con aggiornamento dell’elenco), procreazione medicalmente assistita (omologa ed eterologa), ludopatia e autismo.

Quanto al finanziamento complessivo del Fondo sanitario nazionale, su cui le Regioni hanno chiesto rassicurazioni, in particolare sui due miliardi di euro in più per il 2017, il ministro ribadisce:  “Come ho sempre detto ritengo sia una cifra assolutamente adeguata. Per il prossimo anno serve un mantenimento della sostenibilità del fondo per raggiungere due nuovi obiettivi: da un lato, intervenire sul tema dei precari della sanità, sullo sblocco del turn over e sulla parte relativa ai contratti; dall’altro garantire l’accesso ai nuovi farmaci e rifinanziare il fondo per l’epatite C”. Intanto i due miliardi sono “garantiti nel Def”.  Poi nelle fasi di definizione della legge di Bilancio “ognuno difenderà il proprio”, assicura il ministro.