Suicidi, malattie mentali e crisi economica: una revisione conferma la relazione

A dirlo – con molta cautela – gli autori di una revisione sistematica pubblicata sul Bmj che ha analizzato 41 studi. Nessuno finora aveva provato a mettere insieme i dati relativi all’impatto della crisi finanziaria del 2008 sulla salute degli europei

Suicidi e malattie mentali. Sono ancora una volta citate come le patologie che a seguito della crisi economica del 2008 hanno subito un’impennata. A dirlo – con molta cautela – gli autori di una revisione sistematica pubblicata sul Bmj che ha analizzato 41 studi. Nonostante ci siano state differenze tra i vari paesi e gruppi, è emerso che i suicidi sono aumentati e la salute mentale degli europei è peggiorata durante quegli anni. Mentre i problemi economici non hanno invertito la tendenza decrescente della mortalità generale. I lavori inclusi erano per lo più concentrati tra Spagna e Grecia e focalizzati prevalentemente su questi due disturbi. Per questo gli stessi autori non escludono che ci possano essere dei bias e affermano di aver valutato i lavori in base a questo rischio: dei 41 studi inclusi 30 (73%) sono stati ritenuti ad alto rischio di bias, nove (22%) a rischio moderato e solo due (5%) a basso rischio, limitando così in parte le conclusioni.

“Come conseguenza della crisi finanziaria molti paesi dell’Unione europea hanno tagliato i fondi destinati alla sanità – spiegano gli autori – e introdotto misure di austerità. Contemporaneamente le famiglie hanno vissuto periodi di insicurezza finanziaria, sia per perdita dei posti di lavoro sia per riduzioni di stipendio. Nonostante questo e il grande interesse per l’impatto che la crisi finanziaria ha avuto in Europa, gli effetti sulla salute sono ancora poco chiari e frammentati”. Così i ricercatori della School of Health Sciences, della City University London, e della School of Medicine, della Stanford University hanno deciso di condurre questa revisione sistematica mostrando come “la crisi abbia avuto effetti eterogenei sulla salute degli europei, con particolare accento sui suicidi e e le malattie mentali che sono entrambe aumentate”.  “La maggior parte degli studi esaminati avevano un alto rischio di bias – aggiungono – pertanto, i risultati devono essere interpretati con cautela”.

I risultati inoltre hanno aiutato a capire quali fasce della popolazione sono state maggiormente colpite dalla crisi. In particolare è emerso come si siano verificati più suicidi soprattutto fra gli uomini in età lavorativa, mentre le donne sono state più soggette a un aumento dei disturbi mentali.  Alcune evidenze inoltre hanno mostrato come la crisi abbia aumentato le disuguaglianze sociali in termini di salute, colpendo soprattutto gli immigrati, le persone con un livello più basso di istruzione e gli abitanti di particolari regioni.

“Ora abbiamo bisogno di studi più approfonditi che spieghino meglio questa relazione e soprattutto individuino i meccanismi che possono influenzare la salute” concludono gli autori. “In modo tale da ipotizzare delle strategie per attenuare gli effetti negativi della crisi”.