Mobilità interregionale, trovato l’accordo nella Conferenza della Regioni

Prevista una stretta per la mobilità interregionale per quanto riguarda il settore privato (+11%) accreditato in favore di quello pubblico (-3%)

Come avevamo programmato abbiamo raggiunto l’accordo sulla mobilità sanitaria interregionale per gli anni pregressi fino a tutto il 2015. Un fatto molto positivo ed importante”. Lo ha dichiarato Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni. Viene quindi prevista una stretta per la mobilità interregionale per quanto riguarda il settore privato accreditato in favore di quello pubblico.

“L’obiettivo del piano nazionale della mobilità è quello di superare la dimensione squisitamente finanziaria che ha caratterizzato l’approccio al tema degli ultimi anni – ha aggiunto il coordinatore della Commissione salute della Conferenza Antonio Saitta – e affrontare in maniera decisa l’appropriatezza dei flussi sanitari migratori, ponendo limiti precisi alla produzione degli erogatori privati sin dal 2017”

Nell’analisi sono emerse delle discrepanze tra produttori pubblici e privati. Sulla base dei dati dell’ultimo triennio, da aggiornare quando saranno disponibili i dati per la Sardegna, i primi hanno registrato un decremento del 3%, mentre i secondi un incremento dell’11%.

Nel 2015 il movimento totale della mobilità sanitaria interregionale valeva 4,1 miliardi di euro, 4 nel 2014 e 3,9 nel 2013 registrando un andamento “in molti casi non compatibile con le esigenze di certezza dei bilanci regionali”, si legge nel documento. “I malati che vengono da fuori Regione, vengono con patologie complesse, quindi noi non ci guadagniamo come qualcuno pensa. Non si dica che le Regioni guadagnano o speculano curando i cittadini di altre Regioni”, ha dichiarato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

Durante i lavori è stata accolta anche la richiesta della Regione Umbria, sotto la minaccia della mancata sottoscrizione dell’intesa di considerare il volume finanziario relativo al 2013 pari all’importo liquidato agli erogatori privati. In sede tecnica infatti la regione aveva dichiarato di aver rispettato quanto previsto dalla spending review sull’abbattimento dei tetti degli erogatori privati, in quanto per il 2013 il regime tariffario interno era superiore di circa il 20% rispetto alla Tariffa unica convenzionata (Tuc).