Psoriasi: all’Eadv di Vienna nuovi dati su ixekizumab

Nello studio di confronto RHBS, l’anticorpo monoclonale sviluppato da Lilly si rivela significativamente superiore anche rispetto a ustekinumab su tutti gli obiettivi clinici di efficacia e pulizia della pelle

psoriasi a placche

Nuovi dati su efficacia e sicurezza candidano ixekizumab, anticorpo monoclonale frutto della ricerca Lilly, a terapia gold standard per la psoriasi. A dirlo è una nota dell’azienda alla luce dei risultati di 17 lavori scientifici presentati al Congresso Eadv (European Academy of Dermatology and Venereology) in corso a Vienna. Lavori che – sottolinea Lilly nel comunicato – rafforzano non solo il profilo di sicurezza a lungo termine dell’anticorpo monoclonale, testato su una popolazione di oltre 7.800 pazienti, ma soprattutto evidenziano elementi critici di svolta nel perseguimento di nuovi obiettivi clinici sempre più ambiziosi. In uno studio “testa a testa” con ustekinumab (studio RHBS), ixekizumab ha mostrato superiorità nel raggiungimento di obiettivi primari e secondari. “L’anticorpo monoclonale ixekizumab, oltre a elevati profili di sicurezza e tollerabilità – spiega Ketty Peris, direttore dell’Uoc di Dermatologia all’Università Cattolica -Policlinico Gemelli di Roma – sta dimostrando una notevole capacità nella progressiva remissione delle placche psoriasiche fin dalle prime settimane. Siamo quindi sulla buona strada verso una terapia ottimale”.

Obiettivo dello studio RHBS – spiega ancora la nota – è quello di verificare, a 12 settimane, la percentuale di pazienti che raggiungono il valore 90 nella scala di valutazione PASI (90 corrisponde a un miglioramento del 90% delle placche psoriasiche sul corpo del paziente). Attualmente i dati attestano una percentuale di remissione del 75% dei pazienti trattati con Ixekizumab e del 42,4% del campione in trattamento con ustekinumab. Per quanto riguarda gli obiettivi secondari, Ixekizumab ha fatto registrare una percentuale del 90,9% di pazienti che superano un miglioramento del PASI superiore al 75% (ustekinumab si attesta al 69,1%). Inoltre, il 37,1% dei pazienti trattati con Ixekizumab raggiunge il valore 100 del parametro PASI, a fronte del 14,5% dei pazienti in cura con ustekinumab. Infine, la percentuale di pazienti che ottiene un PGA statico pari a 0 (remissione) si attesta al 43,2% con Ixekizumab al 18,2 % fra quelli trattati con ustekinumab.

“La ricerca deve mettere a punto soluzioni in grado di assicurare la più alta percentuale possibile di remissione delle placche psoriasiche. Se il traguardo di una remissione delle placche del 75%, fino a poco tempo fa, poteva essere considerato l’optimum terapeutico, oggi possiamo pensare che arrivare alla remissione totale sia un traguardo sempre più possibile”, commenta Mara Maccarrone, presidente dell’Associazione per la difesa degli psoriasici (Adipso).