Def 2016, il parere della Commissione Igiene e Sanità: “Nessuna ipotesi di tagli alla sanità è più percorribile”

Secondo la XII Commissione del Senato il livello di finanziamento del Ssn deve essere adeguato ai principali “obiettivi di sanità pubblica”. In particolare, erogare i nuovi Lea e garantire i farmaci innovativi. Senza tralasciare contratti, governance, edilizia sanitaria e concorrenza

Qualsiasi ipotesi di nuovi tagli alla sanità non è più percorribile. Il livello di finanziamento del Servizio sanitario nazionale (Ssn) deve essere adeguato agli obiettivi di sanità pubblica. In particolare, all’ergoazione dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) e alla copertura degli oneri connessi ai farmaci innovativi. Senza tralasciare le partite aperte sul fronte delle risorse umane e della governance farmaceutica. È, in sintesi, il contenuto delle osservazioni della Commissione Igiene e Sanità del Senato a corredo del parere positivo espresso in merito alla nota di aggiornamento del Documento di programmazione economica e finanziaria (Def) 2017.

“Il finanziamento pubblico di parte corrente  del Ssn per il 2017 – scrive infatti la XII Commissione – non può sottrarsi ad una coerente corrispondenza al pieno conseguimento degli obiettivi di sanità pubblica,con particolare riferimento alla  erogazione dei nuovi Lea, alla stabile copertura degli oneri connessi ai farmaci innovativi ,allo sviluppo delle risorse umane e più in generale  alla realizzazione delle innovazioni organizzative previste dal Patto della salute 2014/16”.

Il rinnovo dei contratti e delle convenzioni “necessita di  finanziamenti specifici idonei a frenare il progressivo impoverimento delle retribuzioni e la demotivazione professionale  del personale, accompagnandosi a misure che rendano disponibili risorse già presenti nelle realtà aziendali per premiare ulteriormente il merito, la produttività e le innovazioni organizzative e gestionali indispensabili a reggere la sfida di garantire in sicurezza e qualità i vecchi e, finalmente, i nuovi Lea”.

La Commissione sottolinea anche l’urgenza di dare attuazione “al comma 570 della Legge di stabilità 2016 e, cioè, attuare una nuova governance della spesa farmaceutica messa a dura prova dalla disponibilità di farmaci innovativi, tenendo anche conto che l’Aifa riporta che nel primo semestre 2016 la spesa farmaceutica ospedaliera ha superato per 861 milioni di euro il relativo tetto e quella territoriale, nei primi 5 mesi, ha superato il relativo tetto per 331 milioni, in un contesto nel quale la compartecipazione alla spesa dei cittadini è stata pari a 773  milioni, mentre permangono incertezze sull’applicazione della normativa sul pay-back”.

Poi, un riferimento all’obsolescenza delle strutture sanitarie e alla loro messa in sicurezza: “Nell’ambito del rilancio degli investimenti pubblici avviato nel 2015 (+1,1 per cento dopo 5 anni di continua contrazione), anche con riferimento alla messa in sicurezza della popolazione, del territorio e dei patrimoni del Paese, specifica attenzione va riservata alle strutture sanitarie il cui livello di obsolescenza è sempre più elevato e il cui mancato funzionamento in caso di calamità impone al Paese un prezzo molto alto in termini di mancata assistenza alle popolazioni colpite dalle avversità; a tal fine, appare fondamentale prevedere sin dalla prossima Legge di Bilancio l’assegnazione di fondi per l’ammodernamento tecnologico ed edilizio del patrimonio sanitario e la individuazione di modalità per favorire l’accesso ai fondi di investimento del piano Juncker. Al contempo, appare cruciale da un lato intervenire sulla preoccupante lentezza delle amministrazioni regionali chiamate a programmare, realizzare e porre in sicurezza le strutture sanitarie e dall’altro accelerare il completo utilizzo delle risorse stanziate da leggi che risalgono anche alla fine dello scorso secolo”.

Infine, un riferimento al tema della concorrenza: “L’invito dell’Unione europea a favorire misure di concorrenza nelle professioni regolamentate – sottolinea la Commissione – necessita di una attenta ponderazione applicativa nell’ambito delle attività sanitarie in quanto la mera equiparazione di questi servizi professionali – connessi alla tutela dei diritti fondamentali della persona e caratterizzati da persistenti asimmetrie informative – ad una qualunque altra attività professionale può determinare preoccupanti ricadute negative sulla qualità e sulla sicurezza delle prestazioni”.

IL PARERE