Hcv, polemica in Parlamento: nessuna deroga all’uso dei brevetti

Marisa Nicchi (Si) denuncia che solo i ricchi possono accedere alle cure per l'epatiteC e proprone deroghe all'uso del brevetto per le aziende. "Non si può fare senza il consenso del titolare" ha risposto il vice ministro Vito de Filippo.

La polemica sugli antivirali per l’Hcv non si placa. Alle accuse lanciate da Marisa Nicchi di Sinistra Italiana riguardo la mancanza di tutela per i pazienti affetti da epatite che non possono curarsi a causa dei costi troppo elevati dei farmaci e alla proposta di una licenza obbligatoria sui prodotti, ha risposto ieri il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo in Commissione affari sociali. “Al momento – ha dichiarato l’esponente del Governo – l’assetto normativo nazionale, non consente l’uso dell’oggetto di un brevetto, senza il consenso del titolare in ipotesi diverse dalla mancata attuazione del brevetto o dall’attuazione in misura tale da risultare in grave sproporzione con i bisogni del Paese”.

Qualche giorno fa, sempre Nicchi aveva dichiarato che “coloro che si possano curare sono soltanto i più ricchi a causa dell’elevato costo dei farmaci” e che “Questa patologia può e deve essere considerata a tutti gli effetti un’emergenza nazionale di sanità pubblica”. La dichiarazione ha fatto eco all’appello dell’Epac che nel maggio scorso ha inviato una lettera al Presidente del consiglio Matteo Renzi lamentando la mancanza di fondi per curare tutti i malati (che sono circa un milione).

“Portare un nuovo farmaco in commercio richiede almeno un miliardo di euro – spiega Luca Pani, direttore generale uscente dell’Aifa – Solo cinque su diecimila potenziali farmaci studiati raggiungono la sperimentazione clinica e appena uno viene messo in vendita. Si devono investire somme pazzesche senza garanzia di coprire le spese né di restare sul mercato. Questo è un settore ad altissima remunerazione ma con un’altissima probabilità di fallimenti».

Sotto osservazione, quindi, la nuova legge di bilancio per il prossimo anno tra possibili nuovi finanziamenti e altrettanto possibili tagli.