Ancora sottovalutati i disturbi mentali in gravidanza e post-partum

“Il malessere post partum inizia in realtà già durante o prima della gravidanza e in media colpisce il 20% delle donne e intorno al 10% i padri”. È ancora elevato però il sottoutilizzo di un'adeguata valutazione della salute mentale come denuncia la Fondazione Gimbe in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale Femminile

È ancora bassa la sensibilizzazione del personale sanitario a proposito della cosiddetta depressione post partum. I punti critici denunciati in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale Femminile sono diversi, a iniziare dal fatto che erroneamente viene definita depressione “post partum” quando invece il termine corretto dovrebbe essere “perinatale” perché spesso si manifesta già durante e dopo il parto. A ricordarlo è Franca Aceti, responsabile dell’Unità di Igiene mentale e Relazioni affettive nel post partum dell’Università Policlinico Umberto I – Università La Sapienza di Roma intervenuta al convegno ospitato oggi presso il policlinico romano. “Il malessere post partum inizia in realtà già durante o prima della gravidanza e in media colpisce il 20% delle donne e intorno al 10% i padri. Tra i fattori di rischio vi sono la troppo giovane età della gravidanza, la conflittualità di coppia, i problemi economici, la mancanza di rete sociale, ma anche la familiarità. Il 50% delle mamme depresse, infatti, hanno avuto a loro volta madri depresse e c’è una grossa ricaduta sul benessere psicofisico dei figli, che vanno incontro a depressione con una prevalenza 3-4 volte superiore agli altri”.

Un altro problema sottolineato dalla Fondazione Gimbe (Gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze),è il sottoutilizzo di un’adeguata valutazione della salute mentale. “C’è scarsa sensibilizzazione dei professionisti sanitari, un limitato coordinamento, l’assenza di percorsi integrati tra i vari servizi e la mancanza di linee guida aggiornate” spiega Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe che evidenza l’importanza di interventi di formazione dei professionisti sanitari e dei percorsi assistenziali. “Nel corso della gravidanza o dopo il parto possono esordire o riacutizzarsi nella donna diversi disturbi psichiatrici, senza dimenticare che le psicosi che insorgono dopo il parto si caratterizzano per l’esordio rapido e la particolare gravità. Le linee guida del Nice (National Institute for Health and Care Excellence) offrono un approccio sistematico e integrato alla prevenzione, con diagnosi e un trattamento dei problemi di salute mentale in gravidanza e nel post partum. Tutti dovrebbero tenere in considerazione queste indicazioni per integrare le raccomandazioni in percorsi assistenziali integrati finalizzati a prevenire, diagnosticare e trattare con successo problemi di salute mentali anche gravi”.

Anche in questo caso dunque un intervento precoce è importante. “Anche perché curare il problema dopo la nascita del bimbo diventa più difficile, per mancanza di tempo, acuita anche dallo stress del parto e dalla fatica fisica dei primi mesi della maternità” aggiunge Gaetano Pannitteri, responsabile per il Policlinico Umberto I del progetto Bollino Rosa, realizzato in collaborazione con l’Osservatorio nazionale sulla Salute della Donna (Onda). “La nostra struttura – insieme agli altri 140 centri italiani che hanno aderito all’H-Open Day – da oggi fino al 16 ottobre aprirà le porte alle donne per visite ed esami gratuiti dedicati ai disturbi come ansia, depressione, psicosi e problemi di sonno”.