Tumore testa-collo, l’immunoterapia risulta essere più efficace della chemioterapia tradizionale

Allo studio CheckMate hanno partecipato 350 persone e di queste il 36% è sopravvissuto a un anno dalla diagnosi con nivolumab, contro il 17% che ha ricevuto la chemioterapia standard. Ottimi risultati anche negli affetti da cancro ai reni e a chi è risultato positivo all'Hpv.

Immunoterapia contro chemioterapia. Un nuovo studio, pubblicato su New England journal of medicine e presentato oggi in occasione del congresso Esmo di Copenaghen, ha confermato l’efficacia delle terapie immunoterapiche. Lo studio di fase III CheckMate -141 ha valutato nivolumab in pazienti con carcinoma a cellule squamose di testa e collo recidivo o metastatico. Il miglioramento fisico e dei sintomi è stato evidente. Raddoppiati i tempi di deterioramento della maggior parte dei parametri funzionali misurati e rallentato il peggioramento dei sintomi stessi rispetto ad altre terapie.

All’esame hanno partecipato 350 persone e di queste il 36% è sopravvissuto a un anno dalla diagnosi con nivolumab, contro il 17% che ha ricevuto la chemioterapia standard.

Ottimi riscontri anche per gli affetti da cancro ai reni o in chi è risultato positivo al papilloma virus. Nel primo caso nivolumab associato a ipilimumab ha evidenziato una significativa riduzione del tumore nel 40% dei casi, mentre per l’Hpv si è registrata una maggiore sopravvivenza dei soggetti; nove i mesi dopo l’uso nivolumab contro i circa quattro della normale chemioterapia.

Riguardo il tumore testa-collo gli esperti sono ottimisti. “I pazienti che convivono con questa forma avanzata di tumore – ha affermato Kevin Harrington dell’Institute of cancer research – spesso manifestano effetti fisiologici debilitanti e al contempo affrontano sfide emotive e sociali causate dalla malattia nonostante le attuali opzioni di trattamento. Questi outcome riferiti dai pazienti sono incoraggianti perché ci aiutano a comprendere il potenziale di nivolumab”.

Il carcinoma a cellule squamose di testa e collo costituisce quasi il 90% di tutti i tumori del distretto testa-collo e può dare problemi alla respirazione, alla deglutizione, all’alimentazione e all’idratazione, senza contare il modo di parlare, la percezione del gusto e degli odori.