Il brevetto del sofosbuvir resta valido in Europa

Non una revoca ma una modifica tecnica di alcune componenti: la decisione dell'Ufficio Brevetti Europeo (Epo), secondo Gilead, non lede la proprietà intellettuale del farmaco leader nella terapia dell'epatite C

Il brevetto europeo del sofosbuvir resta valido e fornirà una piena protezione del farmaco fino alla sua naturale scadenza. Lo afferma in una nota l’azienda produttrice Gilead, in risposta alla decisione assunta dall’Ufficio Brevetti Europeo (Epo) il 5 ottobre scorso che ha modificato alcuni aspetti tecnici del brevetto stesso. Al momento non si conoscono quali siano le parti mutate, né le motivazioni contenute nel dispositivo, né i tempi della loro pubblicazione. In ogni caso, diversamente da quanto riportato nelle scorse ore da alcune fonti internazionali, poi riprese anche in Italia, non si tratta dunque di revoca ma di un “aggiustamento” della protezione in alcune sue componenti. Gli effetti? Bisognerà attendere.
In realtà, sempre secondo Gilead, tale sentenza non fa che confermare “la straordinaria innovazione che questo farmaco rappresenta per i pazienti (la terapia con sofosbuvir può eradicare l’epatite C. n.d.r)”. Ciò nonostante i dubbi e i ricorsi avanzati dall’organizzazione umanitaria Medicins du Monde (Mdm), che aveva dichiaratamente parlato di illegittimità del brevetto in quanto sarebbe stato depositato prima di dimostrare la maggiore efficacia della molecola. All’indomani del provvedimento, Mdm ha alzato la voce: “Ora ci aspettiamo un’azione forte dai governi europei – ha detto Yannick Le Bihan, direttore delle operazioni francesi – che portino a una modifica delle regole sulla negoziazione dei prezzi”.
Gilead offre un’altra prospettiva: “Nessuno potrà commercializzare il sofosbuvir in Europa – ha spiegato Nick Francis, responsabile della comunicazione per il gruppo americano – perché il nostro brevetto resta sempre valido. La decisione dell’Epo non ha alcuna conseguenza e noi la accogliamo con favore perché conferma la legge europea sulla proprietà intellettuale”.
A margine della vicenda, Federfarma, che sul proprio sito aveva per prima in Italia rilanciato la notizia, ha rilevato il fatto che Gilead ha già brevettato da tempo un’associazione di farmaci (sofosbuvir e ledipasvir) che riduce la durata del trattamento, la quale è già prodotto leader nella sua categoria terapeutica. A questa si aggiunge un’altra associazione, sofosbuvir più velpatasvir autorizzata a luglio dall’Unione europea.