Tubercolosi, l’obbiettivo è ridurre la mortalità del 90% entro il 2035 ma mancano i fondi

Per il 2016 sono venuti a mancare 2 miliardi rispetto agli 8 previsti e per il 2020 si temono ulteriori riduzioni. L'Oms avverte che servirà almeno un miliardo l'anno per proseguire con nuove ricerche diagnostiche e per farmaci che possano ridurre l'immunoresistenza dei vari ceppi.

tubercolosi

Troppo pochi i finanziamenti per combattere la tubercolosi nel mondo. Nel 2016 c’è stata una riduzione di circa due miliardi di dollari sugli oltre otto necessari e previsti. Inoltre si rischia che questo gap si possa allargare a oltre sei miliardi entro il 2020. Lo scriverebbe l’Oms sul nuovo rapporto”Global actions and investments fall far short of those neeeded to end the global Tb epidemic”. Questo è il primo documento prodotto dopo il Sustainable developments goals (Sdg) e End Tb strategy, progetti che hanno monitorato l’andamento della malattia nel mondo dal 2000 al 2015.

Dai dati emerge un sostanziale calo della pericolosità della patologia. Tra il 1990 e il 2015 la mortalità è calata del 47% grazie soprattutto alle innovazioni nella ricerca a partire dai primi anni 2000, ma bisogna fare di più, soprattutto in vista dell’obiettivo di ridurre del 90% la mortalità e dell’80% l’incidenza entro il 2035.

Dal punto di vista globale il numero dei decessi è passato da 1,8 milioni del 2000 a 1,4 milioni del 2015, ma la riduzione dell’incidenza tra il 2014 e il 2015 è rimasta stabile all’1,5%. Sembra lontano l’obiettivo del 4-5% del 2020. Intanto lo scorso anno la tubercolosi è stata una delle prime dieci cause di morte nel mondo, superando la mortalità dell’Hiv e malaria.

Obiettivo 2035: Dal rapporto Global actions and investments fall for short of those needed to end the global Tb epidemic

Obiettivo 2035: Dal rapporto Global actions and investments fall for short of those needed to end the global Tb epidemic

In tutto il mondo sono stimati più di dieci milioni di vittime di cui uomini per il 62%. C’è ancora molto da fare, almeno stando agli obiettivi che si sono dati all’Oms. Ad esempio la riduzione della mortalità al di sotto del 50% è stata raggiunta nelle Americhe, in Medioriente, nel sud est asiatico e nel pacifico occidentale. Non in Europa.

I fondi sono necessari, anche perché questa patologia presenta numerose complicazioni. Innanzi tutto è più diffusa nei Paesi in via di sviluppo dove la mortalità della tubercolosi si associa a quella dell’Hiv. In India, Malawi, Kenya e Mozambico, ad esempio, questa associazione supera il 90% dei casi. Per non parlare poi di quasi un milione di bambini sotto i cinque anni malati di Hiv che sono particolarmente soggetti ad ammalarsi anche di tubercolosi. Nelle comunità più povere e rurali dell’Asia e dell’Africa anche la convivenza con gli animali costa cara. Il micobatterio bovino è una delle cause principale dell’insorgenza della malattia e colpisce soprattutto coloro che vivono a stretto contatto con il bestiame.

Immunoresistenza. Rapporto Global actions and investments fall for short of those needed to end the global Tb epidemic

Immunoresistenza. Rapporto Global actions and investments fall for short of those needed to end the global Tb epidemic

Per far fronte a questa malattia si stanno sviluppando nuovi farmaci. L’attenzione della comunità internazionale si sta spostando sulle forme più violente e resistenti di Tbc. Le stime dell’Oms parlano di 480 mila casi di Tbc resistente ai medicinali, soprattutto in India, Cina e Russia. “Le pessime risposte alla Tbc è una tragedia per milioni di persone – ha dichiarato Mario Raviglione, Direttore del Who Global Tb Programme – Il mondo si è finalmente svegliato sul problema dell’immunoresistenza e quindi bisogna accelerare il passo”.

Nel 2015, il 30% degli oltre tre milioni di nuovi casi di questo tipo hanno riguardato il farmaco rifampicin e isoniazid. Secondo l’Oms e il suo rapporto, per fare fronte all’insorgere di ceppi più robusti della malattia si deve intervenire in anticipo. Uno dei test più efficaci sarebbe Xpert Mtb/Rif sviluppato dall’americana Cepheid per diagnosticare sia casi di resistenza alla terapia che di associazione con l’Hiv. Altra formulazione per contrastare la malattia, suggerisce l’Oms, sarebbe la combinazione di pirazinamide e la quarta generazione di fluoroquinolone.

La sperimentazione di nuovi farmaci. Rapporto Global actions and investments fall for short of those needed to end the global Tb epidemic

La sperimentazione di nuovi farmaci. Rapporto Global actions and investments fall for short of those needed to end the global Tb epidemic

Le soluzioni ci sono, ma i fondi rischiano di scarseggiare. “La ricerca avviata contro la Tbc, una delle peggiori infezioni killer del mondo, sta fallendo – ha detto Ariel Pablos-Méndez, assistente amministratore del Global Health dell’agenzia americana per lo sviluppo internazionale (Usaid) – Ognuno deve fare il suo. Abbiamo bisogno di un appoggio sanitario universale, meccanismi di protezione sociale e finanziamenti di pubblica sanità”.

Dal rapporto Global actions and investments fall for short of those needed to end the global Tb epidemic

Previsione di spesa nei prossimi quattro anni: Fonte, Rapporto Global actions and investments fall for short of those needed to end the global Tb epidemic

L’84% dei finanziamenti disponibili nel 2016 per i Paesi in via di sviluppo viene da risorse interne agli Stati, ma questo vale solo per lo stretto gruppo dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa). Tutti gli altri dipendono dai fondi internazionali, il 75% dei quali è destinato alla lotta all’Aids, alla malaria e alla tubercolosi.

Per l’Oms servirà almeno un miliardo in più all’anno per sviluppare nuove diagnosi, vaccini e farmaci e raggiungere gli obiettivi fissati lo scorso anno per il 2035.

 

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Global actions and investments fall for short of those needed to end the global Tb epidemic