Aifa, Lorenzin ha deciso: Melazzini direttore generale per il dopo Pani

Per la nomina, trapelata oggi, manca soltanto il parere consultivo delle Regioni. Melazzini lascerà l’incarico di presidente. Critiche dal M5S: “Lottizzazione senza trasparenza”. Il plauso di Assogenerici, Farmindustria, Fimmg, Fofi e Iss. E si fa il nome della Testori Coggi alla presidenza

Da presidente a direttore generale. È Mario Melazzini il nome scelto dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per sostituire l’attuale dg dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Luca Pani, il cui mandato scade il prossimo 16 novembre. Melazzini -riferisce l’Ansa – lascia l’incarico di presidente e sostituisce Luca Pani che avrebbe presentato le sue dimissioni in anticipo rispetto alla scadenza prevista.

La nomina sarà formalizzata dopo il parere consultivo delle Regioni, già inserito all’ordine del giorno delle Conferenze (Regioni e Stato-Regioni) in programma per domani. Pani aveva annunciato l’intenzione di non ricandidarsi a settembre scorso, con queste parole: “Sto semplicemente tenendo fede a quanto dichiarato in questi anni; non reputo opportuno che un simile incarico venga rivestito dalla stessa persona per due mandati di seguito”.

Sulla nomina di Melazzini a direttore generale arrivano però i primi dubbi. A sollevarli i deputati del Movimento Cinque Stelle in Commissione Affari Sociali: “In attesa di verificare se Milano e la Lombardia si aggiudicheranno l’assegnazione dell’Ema, Ncd brinda alla nomina di Mario Melazzini, attuale presidente dell’Agenzia italiana del farmaco, a direttore generale dell’Aifa. Da tempo avevamo proposto di selezionare il nuovo Dg dell’Aifa attraverso un concorso a evidenza pubblica. Lorenzin ha invece deciso di procedere diversamente, per affidamento diretto, confermando che della trasparenza questi partiti e questi politici non sanno cosa farsene”. Nelle scorse settimane l’ipotesi di selezionare il nuovo direttore generale attraverso un bando pubblico aveva riscosso un consenso politico trasversale, anche all’interno della Conferenza delle Regioni.

Parole di apprezzamento per la scelta del nome di Melazzini arrivano in serata dalla Federazione degli ordini dei farmacisti (Fofi), che – attraverso il suo presidente, il senatore Andrea Mandelli – ringrazia Pani “per l’ottimo lavoro svolto in questi anni alla direzione dell’Aifa e per la grande collaborazione” e allo stesso tempo si complimenta con Melazzini: “Da tempo  abbiamo avuto modo di apprezzare le qualità scientifiche e umane del dottor Melazzini, prima come assessore alla Regione Lombardia, poi come presidente dell’Agenzia del farmaco”, sottolinea Mandelli.

Una “scelta di assoluto prestigio” secondo il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, che si affida a una nota per esprimere “grande apprezzamento” per la nomina di Melazzini. Una decisione “nel segno della continuità gestionale, e tempestiva in quanto è fondamentale l’assoluta efficienza dell’agenzia”. L’Aifa – ricorda Scaccabarozzi – riveste “un  ruolo strategico a livello regolatorio e un suo pieno funzionamento è indispensabile per garantire un rapido accesso alle cure e attrarre investimenti nel Paese”. Secondo il numero di Farmindustria, Melazzini ha saputo “coniugare perfettamente rigore scientifico, professionalità e trasparenza” in qualità di presidente Aifa. Di conseguenza, “sotto la direzione di Mario Melazzini sarà modello di efficienza e punto di riferimento in Europa”, conclude Scaccabarozzi.

A esprimere gratitudine nei confronti di Pani e soddisfazione per la nomina di Melazzini è anche il presidente di Assogenerici, Enrique Häusermann, convinto che il nuovo dg ricoprirà il ruolo “con sicuro successo vista la sua straordinaria esperienza di medico, dirigente e amministratore della sanità regionale e nazionale”. A Melazzini, dunque, “i migliori auguri di proseguire l’egregio lavoro svolto finora come presidente, e rinnovo la nostra piena disponibilità a collaborare in ogni modo con l’Aifa, a beneficio dei pazienti e a tutela dell’universalismo del nostro Servizo sanitario”, conclude Enrique Häusermann.

Auguri di buon lavoro  a Melazzini anche dai medici di famiglia della Fimmg Lombardia: “Mario Melazzini non è solo uno scienziato – sottolinea Fiorenzo Corti, segretario regionale del sindacato – è anche un profondo conoscitore dell’operatività del servizio sanitario. Abbiamo avuto modo di conoscerne e aprezzarne le qualità e le capacità organizzative nel momento di lancio e di avvio, in Lombardia, della sperimentazione Creg”, il modello di assistenza per la cronicità che “in questo momento verrà estesa all’intero territorio regionale. Sul versante farmaco – conclude – chiederemo un’apertura alla medicina di famiglia sulle terapie innovative che riguardano le principali malattie croniche. Siamo sicuri che verremo ascoltati”.

In serata anche il plauso del presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Walter Ricciardi, che, mediato l’ufficio stampa della Salute,  festeggia da Bruxelles  “l’ottima scelta del ministro Lorenzin, che rafforza il Servizio sanitario nazionale” senza trascurare il “ringraziamento dovuto al professor Luca Pani, che è riuscito a fare di Aifa un’agenzia regolatoria molto apprezzata nel contesto internazionale”. “Chiunque conosca Mario Melazzini – dice Ricciardi – apprezza le sue competenze tecnico-scientifiche e le grandissime doti umane. Melazzini saprà essere garanzia di serietà, rigore ed equilibrio. Sono certo che nel suo nuovo incarico saprà fare tesoro di tutte le sue precedenti esperienze ed essere ancora una volta dalla parte della scienza e della persona”.

Al di là di festeggiamenti per la scelta di Melazzini resta la curiosità di vedere chi andrà invece ad occupare la poltrona di presidente lasciata libera da quest’ultimo: tra gli addetti ai lavori gira con insistenza il nome di Paola Testori Coggi, dimessasi a metà ottobre dalla carica di direttore della direzione generale Salute e tutela del consumatore (Dg Sanco) della Commissione europea, dopo 32 anni di carriera nelle istituzioni comunitarie. Sarebbe forse un utile tassello in più anche in vista dell’impegno italiano nel tentativo di ospitare Milano l’Agenzia europea dei medicinali  (Ema) eventualmente esodata nel dopo Brexit.