Aspen Pharma risponde alle accuse dell’Antitrust 

“Il riferimento operato dall’Autorità alle percentuali di aumento dei prezzi è fuorviante alla luce dei prezzi di partenza estremamente bassi irrisori rispetto al reale valore clinico, terapeutico ed economico dei farmaci in esame” così la società in risposta alla multa da 5 milioni di euro

Non ha tardato a far sentire la sua voce Aspen Pharma, che qualche giorno fa è finita nell’occhio del ciclone per via di una multa inflittagli dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Con l’accusa di aver rincarato i prezzi di alcuni farmaci oncologici a carico del Ssn fino al 1500%. Dal canto suo la società sudafricana si difende dichiarando pubblicamente di “aver dimostrato di non aver commesso alcuna violazione delle leggi Antitrust” e che per tanto su questa base “impugnerà la decisione dell’Autorità di fronte all’organo giurisdizionale competente in Italia, il TAR Lazio”. Aspen inoltre “auspica che l’assoluta erroneità e infondatezza della posizione assunta dall’Autorità, sotto numerosi profili procedurali e sostanziali, sia riconosciuta dal TAR Lazio, e confida pertanto nel totale annullamento della decisione dell’Autorità”.

“I prezzi dei farmaci in Europa sono negoziati con le competenti autorità Regolatorie Nazionali nel paese di riferimento. L’Italia non costituisce eccezione” prosegue la società in sua difesa. “L’accertamento dell’Autorità si riferisce ad aumenti di prezzo di quattro farmaci antitumorali approvati in Italia nel 2014. Gli stessi farmaci non avevano avuto alcuna revisione del prezzo in Italia per più di 50 anni prima dell’aumento in questione. Il riferimento operato dall’Autorità alle percentuali di aumento dei prezzi, accordate ad Aspen, è del tutto fuorviante alla luce dei prezzi di partenza estremamente bassi e di fatto irrisori rispetto al reale valore clinico, terapeutico ed economico dei farmaci in esame. Con riferimento a ciascuno dei quattro prodotti, per una confezione di 25 compresse, il prezzo medio ponderato per compressa è nell’ordine di 2 euro per compressa, un livello di prezzo significativamente inferiore a quello di qualsiasi altro trattamento alternativo per ciascuna delle classi terapeutiche di riferimento”.

Per ora comunque l’accertamento dell’Autorità ha comportato l’irrogazione di una sanzione di circa 5 milioni di euro, applicata in solido alle entità giuridiche del gruppo Aspen coinvolte nell’indagine.