Per contrastare il diabete bisogna giocare d’anticipo: in un paper i pilastri per una lotta efficace

Il documento è stato presentato oggi in un workshop realizzato da AboutPharma con il contributo di AstraZeneca. Le proposte: anticipare la diagnosi, definire Pdta omogenei, un ruolo più attivo dei Mmg nella prescrizione, formazione certificata delle associazioni e accesso uniforme all’innovazione

contro-il-diabeteGiocare d’anticipo attraverso una diagnosi precoce e tempestiva della malattia, una presa in carico condivisa della persona, l’empowerment del paziente e un accesso uniforme e appropriato all’innovazione terapeutica. Sono queste le principali linee su cui i sistemi sanitari devono indirizzare i propri interventi per contrastare la progressione del diabete e ridurne l’impatto sui budget sanitari. Una strategia d’azione tracciata dalla road map “Scacco matto al diabete. Strategie e azioni per un’innovazione sostenibile” presentata oggi a Roma nell’ambito di un workshop promosso da AboutPharma e realizzato con il contributo di AstraZeneca.

Il documento – sottoscritto da istituzioni, società scientifiche, medici di medicina generale e pazienti – si inserisce nel progetto “Contro il diabete gioco d’anticipo – Early action in diabetes”, un’iniziativa che, attraverso l’analisi di alcuni modelli organizzativi regionali, ha evidenziato le principali criticità organizzative presenti a livello nazionale e avanzato proposte concrete per un’assistenza appropriata sul territorio. Si stima, infatti, che ad oggi siano colpiti dalla malattia circa cinque milioni di italiani (tra diagnosticati e non) per un onere complessivo di oltre 20 miliardi di euro l’anno. Ad impattare maggiormente sui costi sono le complicanze associate alla malattia, quali il piede diabetico, l’insufficienza renale, l’infarto e l’ictus.

In totale sono cinque i gap che rimangono da colmare nella gestione della malattia, secondo il position paper presentato oggi: anticipare la diagnosi mediante interventi mirati, nel setting della medicina generale, riservati a particolari categorie di rischio; definire e implementare percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (Pdta) omogenei a livello regionale, supportati da una riorganizzazione dei servizi per le cure primarie; 3. potenziare la continuità assistenziale ospedale-territorio e ampliare le competenze dei Mmg per la prescrizione dei farmaci innovativi nel rispetto dell’appropriatezza; istituire percorsi di formazione certificati delle associazioni dei pazienti e infine promuovere l’accesso uniforme e appropriato all’innovazione terapeutica.

“Il diabete rappresenta una sfida che chiama in causa innanzitutto le istituzioni e gli amministratori della Sanità a tutti i livelli”, ha dichiarato il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, membro della 12a Commissione Igiene e Sanità e presidente dell’Intergruppo parlamentare ‘Qualità di vita e diabete’. “All’analisi e al confronto fra i decision maker, devono seguire azioni concrete che vadano nella direzione di promuovere l’uniformità nell’assistenza, nell’accesso all’informazione e alla cura del diabete, nel rispetto della sostenibilità e dei principi di solidarietà ed equità”.
Fondamentale in questo contesto, secondo Domenico Mannino, vice presidente dell’Associazione Medici Diabetologi, l’attuazione di un’assistenza diabetologica sempre più integrata e multi-professionale e rafforzata potenziando la partecipazione del medico di medicina generale. Il medico di famiglia, da canto suo, si candida “a ricoprire un ruolo centrale non solo per quanto concerne la diagnosi di diabete – spiega Gerardo Medea, Responsabile Area Metabolica della Società Italiana di Medicina Generale  – ma anche rispetto alla prescrizione delle terapie, in linea con quanto avviene nel resto d’Europa, al follow-up del paziente e alla valutazione degli outcome”. Come indicato da Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Diabetologia, un modello di gestione integrata della malattia può consentire “enormi benefici dall’adozione di interventi appropriati e personalizzati da parte del team diabetologico al fianco dei medici di famiglia”.

Commentando l’iniziativa odierna Pablo Panella, presidente e amministratore delegato di AstraZeneca Italia, ha dichiarato: “AstraZeneca ha deciso di farsi parte attiva nel sostenere un’iniziativa come questa che ha fatto emergere come la tempestività di intervento, sia nella diagnosi che nel trattamento, nel rispetto dell’appropriatezza, possa garantire alle persone con diabete una gestione efficace ed efficiente della malattia. Come azienda biofarmaceutica, siamo fortemente impegnati per continuare a portare innovazione in ambito diabetologico. Ma crediamo che il nostro contributo deve andare oltre: supportando lo sviluppo di una maggiore conoscenza scientifica da parte degli attori sanitari e contribuendo allo sviluppo di percorsi terapeutici integrati”.