Infn e Università del Texas insieme per la creazione del primo istituto americano per la cura del cancro con adroterapia

A Dallas, in Texas, il primo centro americano per la cura del cancro con adroterapia. Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno attivo dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare italiano. L'adroterapia "Si sta dimostrando una scelta terapeutica efficace e con ottimi risultati" ha detto il presidente del Tifpa Marco Durante.

adroterapia oncologica

Sarà uno dei primi centri statunitensi per la cura del cancro con adroterapia, sorgerà a Dallas, in Texas, e parlerà anche un po’ di italiano. Il progetto, infatti, si avvarrà anche del contributo scientifico dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) che oggi ha firmato un accordo con il policlinico dell’Università del Texas (University of Texas Southwestern Medical centre – Utsw). In calce la firma di Fernando Ferroni, presidente dell’Infn e Hak Choy, responsabile della Direzione di radio-oncologia dell’Utsw, a margine del congresso internazionale sulla terapia con ioni pesanti di Milano (International Symposioum on Ion Therapy-Isit).

Il centro texano sarà al centro di una cooperazione scientifica internazionale nella lotta al tumore con adroterapia grazie all’utilizzo di acceleratori di particelle. Ad oggi, nel mondo, ci sono in totale dieci acceleratori impiegati nel trattamento dei tumori con adroterapia con ioni pesanti: cinque in Giappone, due in Cina e tre in Europa, di cui uno è il Cnao di Pavia.
Il Cnao sta lavorando da mesi in stretta collaborazione con l’Università del Texas, per fornire assistenza al coordinamento delle attività durante tutta la fase di realizzazione del centro, in particolare in merito al calcolo delle schermature di radioprotezione e all’ottimizzazione dell’alta tecnologia

“L’adroterapia oncologica rappresenta uno dei migliori esempi di come la scienza fondamentale sia in questo senso a disposizione della società – ha commentato  Fernando Ferroni, presidente dell’Infn – come Infn siamo quindi molto soddisfatti di questo accordo, che ci offre l’opportunità di contribuire con la nostra esperienza alla formazione di nuovi professionisti del settore e alla realizzazione di un nuovo importante centro di adroterapia negli Stati Uniti”, ha concluso Ferroni.

Anche il direttore del Trento institute for fundamentals physic applications, Marco Durante esprime un parere positivo sull’utilizzo dell’adroterapia. “Si sta dimostrando una scelta terapeutica efficace e con ottimi risultati, soprattutto nel caso di tumori su cui non si può intervenire chirurgicamente o difficilmente trattabili con altre tecniche. In particolare, i protoni rappresentano un miglioramento tecnologico, ma gli ioni carbonio possono essere una svolta per il trattamento dei tumori radioresistenti” ha concluso Durante.

In Italia il centro di adroterapia oncologica di Pavia, unico centro nel Paese che utilizza adroterapia sia con protoni che con ioni carbonio, ha già trattato oltre mille pazienti (il 78% con ioni carbonio) affetti da tumori che colpiscono il sistema nervoso centrale, la base cranica, l’occhio e l’orbita, i seni paranasali, le ghiandole salivari, il distretto pelvico-addominale nonché le ossa e i tessuti molli. Ma ci sono altre istituti altrettanto all’avanguardia. Il centro di adroterapia oculare di Catania, “Catana”, i Laboratori Nazionali del Sud dell’Infn e il più recente centro di protonterapia di Trento. La diagnostica per immagini deve moltissimo alla fisica nucleare, che ha portato allo sviluppo della Tomografia Computerizzata (Tc) alla Tomografia a Emissione di Positroni (Pet), prima applicazione pratica dell’uso dell’antimateria, alla Risonanza magnetica Nucleare (Rmn). In particolare, oggi i Laboratori Nazionali di Legnaro dell’Infn sono impegnati con la nuova infrastruttura Spes nella produzione di fasci radioattivi per la preparazione di radioisotopi per la diagnostica medica.