Pay-for-delay, sull’antitrust gli inglesi rispettano la giurisprudenza europea

Il Tribunale dell’Unione europea intervenuto sul caso Lundbeck ha confermato la decisione della Commissione chiarendo che gli accordi “pay-for-delay” costituiscono una violazione per oggetto

Lo scorso 8 settembre il Tribunale Ue ha confermato la decisione adottata dalla Commissione nel caso Lundbeck e, per la prima volta, ha chiarito che gli accordi c.d. “pay-for-delay” nel settore farmaceutico rappresentano una violazione della concorrenza “per oggetto” (Casi – T-472/13, T-460/13, T-467/13, T-469/13, T-470/13, T-471/13).
La Commissione aveva, infatti, accertato che la società danese Lundbeck, attiva nella produzione e commercializzazione di farmaci anti-depressivi a base di citalopram, aveva stipulato – immediatamente dopo la scadenza dei propri brevetti – accordi con quattro aziende genericiste (i.e. Generics UK, Arrow, Alpharma e Ranbaxy) per ritardare il loro ingresso sul mercato a fronte del pagamento di ingenti somme di denaro. In altre parole, secondo la Commissione, in virtù di tali accordi i genericisti si sarebbero impegnati – per un determinato periodo di tempo – a non commercializzare i farmaci generici del citalopram così consentendo a Lundbeck di estendere illegittimamente la durata della propria privativa brevettuale e mantenere il prezzo dei propri farmaci artificiosamente alto, in violazione dell’art. 101 TFUE. La Commissione ha dunque sanzionato Lundbeck e le quattro aziende genericiste con una multa rispettivamente pari a 93,8 e 52,2 milioni di euro.
Il Tribunale Ue, chiamato a pronunciarsi sui ricorsi incardinati dalle Parti dell’accordo illecito, ha per la prima volta preso posizione sugli accordi di “pay-for-delay” nel settore farmaceutico, confermando a gran voce la legittimità della ricostruzione giuridica effettuata dalla Commissione e ribadendo che:

– sebbene fuori da una controversia relativa ai brevetti, le aziende genericiste, d’accordo con Lundbeck, hanno rinunciato al loro diritto a competere sul mercato a fronte del pagamento di somme di denaro e di altri incentivi;
– detti accordi hanno così eliminato la pressione competitiva che le quattro aziende genericiste avrebbero potuto esercitare su Lundbeck e pertanto costituiscono una restrizione della concorrenza per oggetto.

Tale pronuncia rappresenta un grande passo avanti nella definizione della tipologia e della natura di illeciti antitrust nel settore farmaceutico, ormai da tempo al centro del dibattito europeo ed è plausibile ritenere che, sebbene oggi il Regno Unito non faccia più parte dell’Unione europea, l’autorità di concorrenza e i giudici nazionali continueranno a far riferimento alla giurisprudenza delle Corti europee in ambiti del diritto di derivazione europea.

 

A cura di Claudio Tesauro e Sara Lembo, membri Focus Team Healthcare e Life sciences di BonelliErede

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