Microbiologi, al congresso Amcli focus su virus Zika e infezioni respiratorie

A Rimini la convention nazionale dell’Associazione microbiologi clinici italiani. Nel corso della terza giornata, esperti a confronto sulla diagnosi “complicata ma possibile” dell’infezione da virus Zika e sui principali trend delle infezioni respiratorie in Italia

È cominciato con un “richiamo” alla politica che “destina solo il 3,5% dell’intera spesa sanitaria nazionale alla medicina di laboratorio” e prosegue con diversi approfondimenti, tra cui un focus dedicato al virus Zika e un confronto sulle infezioni respiratorie in Italia.  È il XLV congresso nazionale dell’Associazione microbiologi clinici italiani (Amcli) in programma fino a domani a Rimini. Ecco alcuni degli spunti emersi dalla terza giornata.

Virus Zika. I lavori di oggi si sono concentrati in particolare sugli agenti di arbovirosi ed in particolare sul virus Zika. Le microbiologie di Bologna, Firenze e Pavia – che fungono da centri di riferimento regionali, rispettivamente di Emilia Romagna, Toscana e Lombardia – hanno presentato i dati della sorveglianza dei soggetti che rientrano da zone a rischio, rilevando rispettivamente 11, 3 e 18 casi di infezione da virus Zika. I soggetti positivi rientravano in Italia dal Sud America e dalla zona dei Caraibi. La diagnosi è stata condotta sia con metodi molecolari che seriologici. “E’ sempre piuttosto complicato – spiega Giada Rossini, del Centro di Riferimento dell’Emilia Romagna – formulare una diagnosi precisa di infezione da virus Zika  non tanto negli italiani che ritornano da zone a rischio quanto in persone che abitano stabilmente in quei paesi, vista l’ampia diffusione di flavivirus simili (Virus Dengue, e WNV) e quindi la presenza di anticorpi cross reattivi. Comunque sia, vista la sovrapposizione dei sintomi, la sovrapposizione delle aree endemiche quando viene richiesta la diagnosi per Zika o per Dengue o per Cihikungunya, è bene procedere con l’analisi congiunta e simultanea nei confronti di tutti e tre i virus. Solo il confronto tra i risultati dei test molecolari e seriologici nei confronti dei tre virus e la conoscenza dei dati anamnestici ed epidemiologici possono farci capire esattamente di che infezione si tratti”.

A sottolineare la complessità della diagnosi è anche Maria Capobianchi,  responsabile Virologia dell’Irccs Spallanzani di Roma e membro del direttivo Amcli: “Le strette analogie tra i diversi flavivirus, rendono difficoltoso il riconoscimento del virus che ha causato l’infezione quando l’RNA virale non viene rilevato; in questi casi bisogna sempre effettuare il confronto degli anticorpi verso vari flavivirus e sicuramente serve una grande esperienza; per queste ragioni è giusto che le Regioni abbiano designato dei centri di riferimento regionale  ed è importante lavorare in rete”, spiega l’esperta.

Infezioni respiratorie.  Alcuni lavori a discussi nel corso della terza giornata dei lavori hanno passato in rassegna i patogeni responsabili di infezioni respiratorie nelle precedenti stagioni invernali. Dati importanti per prevedere l’andamento della stagioni appena iniziata. La microbiologia di Torino ha presentato numeri che dimostrano come la co-infezione causata da virus diversi sia molto più frequente nei bambini (67,5%) rispetto agli adulti (41,7%). Inoltre è emerso un calo delle infezioni causate dal virus influenzale A/H1N1pdm2009 rispetto all’anno precedente a favore del virus influenzale di tipo B. Frequente è stato anche il riscontro di Bordetella Pertussis.

Il laboratorio di virologia dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma ha portato dati che fanno emergere una significativa co-presenza di Rhinovirus e Bordetella pertossi e l’ipotesi che l’infezione da Rhinovirus preceda e favorisca l’infezione successiva da parte di Bordetella Pertussis. Anche a Bologna sono stati isolati vari ceppi di Bordetella Pertussis nel corso dell’anno, evento raro negli anni passati.

Dalla Microbiologia di Napoli è arrivata la segnalazione di una diffusa presenza di  Metapneuomovirus nel territorio napoletano nel corso dell’inverso 2015-2016, mai rilevata negli anni passati. Infine, la Virologia dell’Università La Sapienza di Roma ha caratterizzato un nuovo genotipo del virus respiratorio sinciziale in grado di sostituire il genotipo precedentemente circolante. Il ceppo è stato isolato da bambini con bronchiolite presentati al pronto soccorso dell’ospedale Umberto I e successivamente ricoverati in pediatria. Fortunatamente il ceppo non sembra essere dotato di maggiore patogenicità rispetto a quello circolante negli anni precedenti.

“Da tutti questi dati presentati emerge una volta ancora il ruolo fondamentale del microbiologo clinico non soltanto nella diagnosi di infezione ma anche nel monitoraggio, sorveglianza e caratterizzazione dei ceppi virali e batterici circolanti”, sottolinea il presidente di Amcli, Pierangelo Clerici.