Trial di Fase I: al via la consultazione pubblica sulla nuova guideline elaborata dall’Ema

Il testo affronta la crescente complessità dei protocolli di Fase I registrata negli ultimi anni aggiornando le regole vigenti dal 2007. La consultazione si concluderà il 28 febbraio prossimo: l'Ema punta ad adottare la nuova linea guida entro la prima metà del 2017.

L’Agenzia europea per i medicinali (Ema), in collaborazione con la Commissione europea e gli Stati membri dell’Unione europea , ha messo a punto le propone modifiche alla guideline adottata nel 2007 sull’esecuzione dei primi test clinici nell’uomo, per migliorare ulteriormente la sicurezza dei partecipanti alla sperimentazione.

Tra luglio e fine settembre 2016, Ema ha sottoposto alla consultazione pubblica un documento orientativo, che ha individuato le aree in cui era necessaria una revisione che tenesse dell’evoluzione delle conoscenze nell’ultimo decennio: la revisione – sottolinea un comunicato dell’Agenzia europea dei medicinali –  ha tenuto conto anche della lezione appresa dal tragico incidente verificatosi nel gennaio 2016 a Rennes (Francia) proprio in occasione di uno studio di Fase I su un antodolorifico sperimentale.
Gli esiti della consultazione sono serviti come base per la revisione della guideline effettuata da un gruppo composto da esperti delle autorità nazionali competenti che autorizzano la sperimentazione clinica nell’Ue. Il progetto di linea guida riveduto è stato adottato la settimana scorsa dal Chmp, il comitato per i medicinali per uso umano dell’Agenzia.

Il testo punta ad affrontare la crescente complessità dei protocolli di  Fase I registrata negli ultimi anni. La guideline del 2007  era infatti focalizzata focalizzata sulla progettazione dei Single Ascending Dose studies (Sad). Si tratta degli studi in cui ad un piccolo gruppo di soggetti sotto osservazione viene somministrata una singola dose di un determinato farmaco: in assenza di eventi avversi e in presenza di dati farmacocinetici in linea con i valori previsti di sicurezza, la dose è aumentata, e a un nuovo gruppo di soggetti è somministrata una dose maggiore e così via fino a raggiungere la dose massima tollerata-ascendente. “Nel corso degli anni – spiega il comunicato dell’Ema – la pratica dei trials di Fase I si è evoluta verso un approccio più integrato, con gli sponsor che svolgono diverse fasi di sviluppo clinico all’interno di un singolo studio protocollo (ad esempio, per valutare dosi singole e multiple ascendenti, interazioni alimentari, o diverse fasce di età)”.
Per questo il nuovo documento individua le strategie per mitigare e gestire i rischi per i partecipanti alla sperimentazione individuando i principi da utilizzare per il calcolo della dose starter, il successivo aumento di dose, ed i criteri per l’individuazione della dose massima, nonché  i principi generali sulla conduzione della sperimentazione clinica.
Affrontati anche gli aspetti non clinici, come la migliore integrazione dei dati di farmacocinetica e farmacodinamica e dei test tossicologici  nella valutazione globale dei rischi, così come il ruolo dei dati non clinici nella definizione della  dose terapeutica, della dose massima e degli intervalli di somministrazione.

La guideline proposta fornisce infine delucidazioni anche su aspetti clinici, compresi i criteri che debbono  dettare l’interruzione dello studio, la revisione in itinere dei dati relativi alla sicurezza  dei partecipanti ai trial,  la gestione degli eventi avversi  e le regole per il passaggio ai dosaggi sperimentali.

La bozza di guideline sarà sottoposta alla consultazione pubblica fino al 28 febbraio 2017 e l’Agenzia metterà a disposizione tutti i commenti ricevuti, sia sulla concept paper che sulla guideline rivisitata. L’obiettivo è arrivare all’adozione della nuova linea guida nella prima metà del 2017.