Trial fallito: Eli Lilly ritira il farmaco anti-Alzheimer

Solanezumab, considerato tra i prodotti più promettenti contro la malattia, non ha superato i test clinici di fase 3. Impatto negativo di 150 milioni di dollari

Un duro colpo per Eli Lilly e per i malati di Alzheimer. Stando a quanto comunicato dall’azienda americana, il farmaco solanezumab, considerato tra i più promettenti contro l’Alzheimer, non ha superato i test clinici di fase 3. I pazienti trattati con solanezumab in aggiunta alla terapia standard, si legge nel comunicato, “non hanno ottenuto un rallentamento statisticamente significativo del declino delle capacità cognitive rispetto ai pazienti trattati con placebo”. Pertanto l’azienda non richiederà l’autorizzazione all’immissione in commercio. “I risultati dello studio clinico Expedition 3 su solanezumab – ha affermato John C. Lechleiter, presidente e Ceo del consiglio di amministrazione Lilly – non sono quelli che avevamo sperato di ottenere e siamo rammaricati per i milioni di persone che attualmente confidano in una possibile terapia capace di modificare la malattia di Alzheimer. Valuteremo l’impatto di questi risultati inattesi sui piani di sviluppo relativi a solanezumab e alle altre molecole della nostra pipeline dedicata alla malattia di Alzheimer”. Gli effetti dell’insuccesso sul bilancio aziendale non sono di poco conto: nell’ultimo trimestre del 2016 l’aggravio stimato potrebbe essere pari a circa 150 milioni di dollari (al lordo delle imposte), ovvero a circa 0,09 dollari per azione (al netto delle imposte). Getta acqua sul fuoco David A. Ricks, il nuovo Ceo e presidente della Lilly BioMedicines: “Abbiamo forti prospettive di crescita senza solanezumab guidate da lanci di nuovi prodotti e ci aspettiamo di continuare a crescere con una media annuale di ricavi di circa il 5% dal 2015 al 2020”.