Alice Onlus e Simg alleati nella lotta all’ictus cerebrale

L'obiettivo dell'accordo di collaborazione tra l'associazione e i medici di famiglia è svolgere un’efficace azione preventiva e informativa sulla popolazione

In Italia l’ictus cerebrale è la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. Colpisce quasi 200 mila italiani l’anno, che in molti casi rimangono vittime di gravi disabilità. Nel nostro Paese le persone che hanno avuto un ictus e sono sopravvissute, con esiti più o meno invalidanti, sono oggi circa 940.000, ma il fenomeno è in crescita, anche a causa dell’invecchiamento progressivo della popolazione. Questo rappresenta un grande onere per le famiglie e per il Sistema sanitario. Per questo Alice Italia Onlus-associazione per la lotta all’ictus cerebrale ha raggiunto un accordo di collaborazione con la Società italiana di medicina generale (Simg). L’obiettivo è svolgere un’efficace azione preventiva e informativa sulla popolazione.

Solo un terzo dei pazienti, infatti, è consapevole di essere colpito da ictus e la maggior parte non conosce i possibili segni o sintomi del danno cerebrale. Per questo motivo è fondamentale migliorare la capacità dei cittadini di riconoscere o sospettare questo tipo di evento. Il ruolo del medico di medicina generale diventa fondamentale sia nella fase della prevenzione primaria – a livello educazionale, per quanto riguarda il controllo dei fattori di rischio, le modifiche dello stile di vita e il trattamento farmacologico – sia soprattutto in quella secondaria, cioè nella fase post-acuta e ancor di più in quella dell’assistenza al domicilio.

“Sono particolarmente soddisfatta di poter contare sull’appoggio di questa Società scientifica con la quale abbiamo già deciso di dare vita a una campagna educazionale di informazione da realizzare a livello nazionale – dichiara Nicoletta Reale, presidente di Alice Italia Onlus – Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare la popolazione sui percorsi da seguire per la prevenzione, attraverso la correzione dei fattori di rischio modificabili e la promozione di stili di vita sani, e sulla necessità di cura tempestiva attraverso l’immediato riconoscimento dei sintomi e il ricovero in strutture idonee”.

“Oggi – aggiunge Claudio Cricelli, presidente nazionale Simg – è possibile curare l’ictus in maniera efficace, ma la prevenzione rimane l’arma migliore a nostra disposizione. Otto casi su dieci sono infatti evitabili. Il ruolo del medico di famiglia è sempre più importante prima, durante e dopo l’insorgenza della patologia. Per questo abbiamo deciso di far partire questo importante alleanza”.