Cura della retina: via libera della Commissione Ue a nuova indicazione per Lucentis di Novartis

Il ranibizumab utilizzabile nel trattamento di pazienti con compromissione visiva causata da neovascolarizzazione coroideale (Cnv), associata a cause diverse dalla degenerazione correlata all’età (nAMD), o dalla Cnv miopica.

Via libera della Commissione Ue ad una nuova indicazione per Lucentis® (ranibizumab) di Novartis nel trattamento di pazienti con compromissione visiva causata da neovascolarizzazione coroideale (Cnv), associata a cause diverse dalla degenerazione maculare neovascolare correlata all’età (nAMD), o dalla Cnv miopica.

L’approvazione – applicabile a tutti i 28 Stati Membri della Ue, così come a Islanda, Liechtenstein e Norvegia – si basa sul parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp), adottato lo scorso ottobre 2016. A seguito di questa approvazione, ranibizumab copre sei indicazioni in Europa: nAMD; compromissione visiva causata da edema maculare diabetico, Dme; occlusione venosa retinica di branca, Brvo, e centrale, Crvo; neovascolarizzazione coroideale, Cnv, secondaria a miopia patologica, MP. Le domande regolatorie per la nuova indicazione sono state finora inoltrate in altri 11 Paesi, inclusa Svizzera, Australia, Indonesia e Brasile.

La domanda di approvazione è stata supportata dai dati provenienti dallo studio clinico Minerva, che ha coinvolto anche diversi centri italiani.A questo proposito ha dichiarato Paolo Lanzetta, Direttore Clinica oculistica, Università di Udine, che ha attivamente partecipato al trial clinico: “Lo studio ha dimostrato l’efficacia di ranibizumab nel trattamento della neovascolarizzazione coroideale (Cnv) secondaria a cause diverse rispetto alla degenerazione maculare legata all’età e alla miopia – spiega Paolo Lanzetta, Direttore della Clinica oculistica dell’Università di Udine, che ha attivamente partecipato al trial clinico. – Sebbene ad incidenza più rara, questo tipo di CNV colpisce pazienti giovani e in età lavorativa con gravi conseguenze sulla vista e sulla qualità della vita. I risultati dello studio mostrano chiaramente da un lato l’efficacia di ranibizumab in questa serie di patologie associate a CNV e dall’altro la necessità di un trattamento il più possibile precoce al fine di ottenere i migliori effetti sull’acuità visiva dei pazienti. Ci auguriamo che presto ranibizumab sia disponibile anche per questa nuova indicazione”.