Una ricerca su Jama fotografa il consumo di psicofarmaci negli Usa

Ne fa uso un americano su sei, e sono più comuni in alcune popolazioni come le donne che hanno il doppio delle probabilità di utilizzarli rispetto agli uomini. Tra i farmaci più usati due antidepressivi, seguiti subito dopo da un ansiolitico e un ipnotico

Antidepressivi, ansiolitici e ipnotici. Sono i farmaci usati più di frequente dagli americani secondo una ricerca pubblicato su Jama e condotta nel 2013 del governo su 242 milioni di adulti. Sempre secondo il report un americano su sei avrebbe dichiarato di prendere almeno un farmaco psichiatrico, di solito un antidepressivo o un anti-ansia, e la maggior parte l’avrebbe preso per un anno o oltre. Si tratta di una vera e propria istantanea, la più precisa che abbiamo in mano finora, in grado di dare un’idea abbastanza precisa del consumo di farmaci da prescrizione usati per problemi psicologici e di insonnia.

“Lavoro da tempo nel settore e sapevo che i numeri sarebbero stati alti – spiega Thomas J. Moore, ricercatore presso l’Institute for Safe Medication Practices, un centro senza scopo di lucro con sede ad Alexandria, in Virginia, e autore principale dell’analisi – ma in alcune popolazioni, i tassi sono straordinari”. Come nelle donne e nella popolazione di razza caucasica. Moore e Donald R. Mattison del Risk science international di Ottawa e co-autore del lavoro, hanno combinato la loro survey con i dati assicurativi forniti dalla Federal agency for healthcare research and quality. Ne è emerso che una donna su cinque aveva ricevuto almeno una prescrizione all’anno, numero quasi doppio rispetto quello riportato dall’altro sesso; così come i cittadini di razza bianca con il doppio delle probabilità di assumere questo tipo di farmaci rispetto i neri o ispanici.

Ma non solo, l’85% di coloro che avevano ricevuto una prescrizione per l’uso di questi farmaci lo aveva ripreso poi più volte durante l’anno preso in esame dai ricercatori.  “Abbiamo scoperto che tra le persone che hanno assunto psicofarmaci a lungo termine, otto adulti su dieci avevano problemi di sicurezza – ha aggiunto Moore – dato che non c’è ragione di credere che la necessità di riutilizzo del farmaco sia dovuto a sintomi di dipendenza e astinenza”.

L’indagine ha anche esaminato i psicofarmaci più utilizzati. Ai primi due posti si trovano due antidepressivi, sertralina e citalopram (Zoloft e Celexa) seguito subito dopo dall’alprazolam, un ansiolitico (xanax) e dallo zolpidem (ambien), un ipnotico. Tutti farmaci che a lungo andare possono dare problemi di astinenza o effetto rebound come attacchi di panico e disturbi del sonno. Proprioper questo motivo la loro prescrizione è fortemente regolamentata nella maggior parte dei Paesi, anche perché si tratta di farmaci che possono dare assuefazione”.

Dall’analisi emerge anche come il consumo di farmaci aumenti con l’età, con una persona su quattro in età pensionabile, che ne fa utilizzo.