Mieloma multiplo, Celgene partecipa alla creazione del più grande set di dati genomici al mondo

La multinazionale ha annunciato, assieme al Dana-Faber Cancer Institute di Boston e alla University of Arkansas for Medical Sciences, il lancio del Myeloma Genome Project. Dai dati di profiling molecolare nuove opportunità per lo studio di test diagnostici

circolazione dei dati non personali

Creare il più ampio set di dati genomici e clinici di alta qualità, provenienti da pazienti con mieloma multiplo, al fine di identificare segmenti di malattia molecolare distinti e favorire lo sviluppo di test innovativi. È questo, in estrema sintesi, l’obiettivo fondamentale del Myeloma Genome Project, iniziativa frutto della collaborazione della multinazionale Celgene, il Dana-Faber Cancer Institute di Boston e la University of Arkansas for Medical Sciences. I dettagli del progetto sono stati presentati del 58° convegno annuale dell’American Society of Hematology tenutosi a San Diego, in California.

“Le attuali tecnologie – spiega Celgene in una nota – hanno scoperto cinque principali gruppi di traslocazioni nei pazienti affetti da mieloma e queste alterazioni hanno dimostrato di produrre effetti diversi sulla prognosi. Il Myeloma Genome Project si concentra anche su gruppi di mutazioni e traslocazioni minori spesso descritte in modo insufficiente a causa del numero esiguo di campioni in set di dati limitati. Il gruppo ha costituito un insieme di 2161 pazienti per i quali erano disponibili il sequenziamento dell’intero esoma (Whole Exome Sequencing; n=1436), il sequenziamento dell’intero genoma (Whole Genomic Sequencing; n=708), il sequenziamento mirato di pannelli di geni (n=993) e i dati di espressione provenienti dal sequenziamento dell’RNA e dagli array di espressione genica (n=1497)”. I dati sono stati raccolti dallo studio Myeloma XI (Regno Unito), dall’Intergroupe Francophone du Myeloma/Dana-Farber Cancer Institute, dal Myeloma Institute presso la University of Arkansas for Medical Sciences e dalla Multiple Myeloma Research Foundation.

“Comprendere i diversi sottogruppi del mieloma multiplo che presentano una patogenesi e un comportamento clinico distinti – spiega Rob Hershberg, executive vice president e chief scientific officer di Celgene – è cruciale quando si cerca di sviluppare nuove terapie, in particolare quando si prende in considerazione un approccio mirato. Da questa collaborazione ci attendiamo risultati utili per la ricerca e per i pazienti”.