Hiv, La fondazione di Bill Gates investirà 140 milioni nella prevenzione della patologia

Il finanziamento prevede lo sviluppo di un device da inserire sotto pelle a rilascio graduale di un farmaco anti Hiv. Il progetto è di un'azienda americana di Boston, la Intarcia Therapeutics.

Il 2016 si chiude all’insegna di Bill Gates. Il patron di Microsoft, attraverso la Bill & Melinda Gates Foundation investirà 140 milioni di dollari in un dispositivo medico contro l’Hiv sviluppato dall’americana Intarcia Therapeutics Inc. Nei termini dell’accordo, stando a quanto rivela Bloomberg, è prevista una prima tranche di finanziamento da cinquanta milioni e una seconda di novanta che verrà versata in base all’andamento della ricerca. La società ha già raccolto 206 milioni di dollari attraverso campagne di crowdfounding e un’ultima raccolta fondi è prevista per il prossimo anno.
Il piccolo device non dovrebbe essere molto diverso da un microinfusore per diabetici (altro device per il quale l’azienda sta attendendo l’approvazione regolatoria) ed è costruito in modo tale da rilasciare piccole dosi di farmaci per sei-dodici mesi. Così facendo, ai pazienti interessati viene garantita una somministrazione regolare. “C’è un bisogno vitale di interventi per l’Hiv/Aids che permettono a coloro che sono a rischio di introdurre più facilmente nelle loro vite la prevenzione” – ha detto in una nota Sue Desmond-Hellmann, amministratore delegato della Bill & Melinda Gates Foundation – “Ci sentiamo ottimisti sulla nostra partnership con Intarcia e sulla prospettiva di un dispositivo profilattico impiantabile che può fare una differenza enorme per le persone che hanno più bisogno”, ha aggiunto.

Ma tra le preoccupazioni dell’inventore di Windows non c’è solo l’Hiv. Nonostante in passato si sia più volte speso per sensibilizzare la comunità internazionale riguardo al problema dell’Aids, Gates si è focalizzato di recente sull’influenza. Secondo lui il mondo non è pronto ad una possibile pandemia di un virus che si diffonde velocemente come quello influenzale. “Incrocio le dita perché una epidemia letale di influenza non colpisca il mondo nei prossimi dieci anni – ha affermato Gates alla Bbc durante il “Today programme” – Le crisi di Ebola e di Zika hanno mostrato che i sistemi per rispondere all’emergenza non sono ancora forti abbastanza, servono nuove strategie”.
Secondo Gates uno dei problemi principali è la lentezza nello sviluppare farmaci e vaccini efficaci. D’accordo con Gates anche Dame Sally Davies, il Chief Medical Officer inglese, che è anche uno degli autori del programma. “Il mio dipartimento ha recentemente simulato uno scenario di ‘influenza cattiva’ – ha spiegato – la Gran Bretagna è abbastanza ben preparata, ma ci vorrebbero almeno sei mesi dall’inizio di una pandemia per avere un vaccino efficace”.