Epatite C, raggiunte le soglie previste da accordi prezzo/volume. Ecco quanto dovranno restituire Gilead e Abbvie

L’Aifa: sono stati raggiunti ulteriori scaglioni di sconto previsti dagli accordi confidenziali sottoscritti all’esito delle negoziazioni del prezzo e della rimborsabilità dei nuovi farmaci. Le aziende procederanno quindi alla restituzione degli importi dovuti alle strutture sanitarie (oltre 345 mln Gilead, quasi 19 mln Abbvie) tramite l’emissione di note di credito

Oltre 345 milioni di euro per Gilead e 18,9 per Abbvie. Sono queste le cifre che le due aziende farmaceutiche dovranno riportare sulle note di credito per la restituzione degli importi dovuti alle Regioni, come effetto del raggiungimento scaglioni di sconto previsti dagli accordi confidenziali sottoscritti all’esito delle negoziazioni del prezzo e della rimborsabilità dei farmaci antivirali ad azione diretta per il trattamento dell’epatite C. Nel dettaglio – spiega l’Agenzia italiana del farmaco sul suo portale – si tratta del quinto scaglione di sconto al Servizio sanitario nazionale (Ssn) per i medicinali Sovaldi e Harvoni (Gilead) e del raggiungimento della soglia prevista per i medicinali Viekirax e Exviera  (Abbvie), di cui agli  accordi prezzo/volume.

Gilead e Abbvie procederanno alla restituzione degli importi tramite l’emissione di note di credito, con le modalità e le tempistiche indicate in due determinazioni dell’Aifa pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre scorso (Determinazione AIFA 1631/2016 e Determinazione AIFA 1633/2016).

“Su tale modalità di rimborso, che garantisce la completa applicazione degli accordi prezzo/volume nonché la tracciabilità e la verifica degli importi da restituire, al pari del payback – precisa Aifa –  anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha espresso parere favorevole”.  Nel dettaglio, Gilead dovrà restituire 354.546.764,67 euro, mentre Abbvie 18.934.674 euro.

“Così come per le precedenti occasioni – sottolinea ancora l’agenzia –  grazie ai Registri di Monitoraggio dell’Aifa è stato possibile verificare tra Ssn e aziende farmaceutiche la congruità del numero dei trattamenti avviati con i farmaci in questione, la spesa e quindi l’importo dovuto, a pochi giorni dal raggiungimento delle soglie convenute. Si precisa che le note di credito non vincolano in alcun modo l’azienda sanitaria rispetto ad acquisti futuri nei confronti della azienda farmaceutica, in quanto limitate a un effetto compensatorio di debiti-crediti pregressi”.

Quanto al numero di pazienti trattati complessivamente con i nuovi farmaci, ieri l’Aifa ha rilasciato un nuovo report settimanale aggiornato: a partire da dicembre 2014 i nuovi farmaci ad azione antivirale diretta di seconda generazione (DAAs) per l’epatite C sono stati somministrati a 64.633 pazienti.