Rapporto Aiop 2016: Ssn in difficoltà, serve una “manutenzione straordinaria”

Presentato oggi a Roma il 14esimo report dell'Associazione italiana ospedalità privata, in cui è descritto un “sistema sanitario in deflazione”, che arretra sul piano degli investimenti, ha un deficit di efficienza, penalizza il privato e costringe una famiglia su 5 a rimandare le cure o a rinunciarvi

Un sistema sotto-finanziato, incapace di riorganizzarsi e di liberare risorse combattendo le inefficienze. Un’offerta di servizi meno adeguata, costi per gli utenti in aumento e un serio problema di equità: il 26% delle famiglie italiane rinvia le cure o vi rinuncia per ragioni economiche. È, a grandi linee, il ritratto del Servizio sanitario nazionale (Ssn) tracciato dal 14esimo rapporto annuale “Ospedali&Salute” presentato oggi a Roma dall’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop) e realizzato da Ermeneia-Studi & Strategie di Sistema. Il report descrive un sistema sanitario “in deflazione”, in cui la capacità di risposta ai bisogni di salute si contrae, la spesa pubblica in sanità arranca rispetto agli altri Paesi europei, le inefficienze non vengono aggredite come si dovrebbe e troppo poco spazio – dice l’Aoip – è lasciato all’iniziativa privata. Con il cittadino che, alla fine, paga il conto, in termini economici ma anche sul piano dei diritti.

Risorse insufficienti. Dalle analisi condotte e dal confronto con gli altri Paesi europei – spiega Aiop – emerge innanzitutto un processo di “deflazione da sottofinanziamento. Nel triennio 2012-2014, infatti, la spesa sanitaria pubblica risulta ancorata al 6,8% del Pil, mentre risulta in crescita quella degli altri Paesi G7 (8,2%). Anche la spesa ospedaliera pubblica complessiva è ferma nel nostro Paese al 3,9% del Pil.

Macchina inefficiente. Emerge poi una “deflazione da inefficienza della macchina ospedaliera pubblica”. Tradotto: gli ospedali pubblici dovrebbero, ma non la fanno ancora, rivedere “in maniera significativa le modalità organizzative e gestionali” per liberare risorse da re-investire. Il report Aiop dedica ampio spazio a questo tema, concentrandosi quest’anno sui “sovraricavi” degli ospedali italiani (l’anno scorso, invece, sui “sovracosti”). Per “sovraricavi”- spiega Aiop – si intendono “quelle forme di riconoscimento talvolta troppo ampie di ricavi ‘impropri’ che, come tali, contribuirebbero inevitabilmente al ripiano implicito delle perdite”. Nel dettaglio, l’analisi fa riferimento alle “attività a funzione”, ovvero quelle attività assistenziali che non hanno una copertura a tariffa predefinita per DRG (es. Pronto Soccorso, programmi di assistenza ad alto tasso di personalizzazione, programmi sperimentali, trapianti ecc…). Secondo l’analisi di Aiop, i “sovraricavi” oscillano tra 1,4 e 1,7 miliardi di euro per le aziende ospedaliere, a cui si aggiunge una cifra tra 1,2 e 1,5 miliardi di euro per gli ospedali a gestione diretta. Nel complesso, un valore tra i 2,6 e i 3,2 miliardi di euro. “Una maggiore trasparenza dei bilanci – incalza Aiop – aiuterebbe a misurare il livello di efficienza delle strutture”.

Meno servizi. Il report segnala poi “una deflazione da razionamento di fatto dei servizi offerti nell’ambito dell’ospedalità pubblica”. La causa di questo fenomeno è riconducibile “all’impatto generato dai provvedimenti di spending review, intrapresi nel quadro delle politiche di austerità degli ultimi 5 anni”. Dal 2009 al 2014 – segnala Aiop – si riduce il numero dei posti letto (-9,2%), il numero di ricoveri (-18,3%), delle giornate di degenza (-14,0%), del personale (-9,0% tra il 2010 e il 2014); dal 2009 al 2015, aumentano in parallelo gli oneri per gli utenti, con i ticket per le prestazioni che crescono del 40,6%, le visite intramoenia a pagamento presso gli ospedali pubblici del 21,9% e i ticket per i farmaci del 76,7%. Una contrazione dei servizi della sanità pubblica che “spinge i pazienti a cercare soluzioni alternative presso le strutture private, accreditate e non; a ricorrere a strutture ospedaliere presenti in altre regioni rispetto a quella di residenza; addirittura a rimandare o a rinunciare alle cure”. Da un’indagine sui caregiver condotta nel 2016 da Aiop emerge come il 16,2% delle famiglie italiane abbia rimandato una o più prestazioni e che il 10,9% delle famiglie abbia rinunciato a curarsi.

Il ruolo del privato. Secondo Aiop “la difficoltà dell’ospedalità pubblica nel fare un’effettiva ristrutturazione e riorganizzazione” alimenta a sua volta una “deflazione dovuta al trasferimento di oneri economici e normativi sul comparto ospedaliero privato accreditato nel suo complesso”. Trasferire “sistematicamente” oneri economici aggiuntivi sulla componente privata finirebbe – sottolinea Aiop – con “innescare anche per quest’ultima un processo di erosione dei servizi forniti ai pazienti”. La spesa ospedaliera riconosciuta al privato accreditato – sottolinea Aiop – si è ridotta del 9,4% tra il 2010 e il 2014, contro una diminuzione pari a meno della metà per le strutture ospedaliere pubbliche (-4,1%).

Una “manutenzione straordinaria”. Il trend descritto dal report Aiop mette in discussione “il principio universalistico e solidale del nostro Ssn”. Per questo, sottolinea l’associazione, diventa necessario “procedere a una manutenzione straordinaria” del sistema. “Serve – afferma il presidente di Aiop, Gabriele Pellissero – un percorso evolutivo che conduca verso forme di neo-welfare, in cui far convergere le responsabilità e le risorse del pubblico con a fianco le responsabilità e risorse dei cittadini, delle aziende, del mondo della rappresentanza degli interessi e di quello del terzo settore. Tutto questo, allo scopo di ridisegnare un sistema di protezione e promozione della salute che rispetti il principio universalistico e solidale, ma che sia anche compatibile con le condizioni che viviamo oggi e che vivremo domani”.
Al mondo del privato, un messaggio del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: “Da una corretta interazione tra il settore pubblico e privato in sanità può derivare una risposta più completa e omogenea ai bisogni di salute della nostra collettività”, si legge in una nota.

Il Rapporto in sintesi