Antibioticoresistenza, dagli Stati Uniti una molecola contro i super batteri

I test sui topi hanno dimostrato che inibisce un enzima batterico (NDM-1) che produce la resistenza agli antibiotici carbapenemi, usati esclusivamente in ospedale per gravi infezioni. Per i primi test clinici bisogna aspettare almeno tre anni

Dagli Stati uniti arriva una possibile soluzione all’antibioticoresistenza. Il gruppo di ricerca di Bruce Geller della Oregon State University in un lavoro pubblicato sul Journal of Antimicrobial Chemotherapy ha mostrato risultati confortanti, sviluppando (per ora solo in provetta) una
molecola che rende nuovamente sensibili a vecchi antibiotici diversi batteri farmaco-resistenti. Si tratta di una molecola che “disinnesca” – in modo universale – un enzima batterico (NDM-1) che produce la resistenza agli antibiotici carbapenemi, usati esclusivamente in ospedale per gravi infezioni. Molti di questi stanno diventando o sono divenuti inutili perché alcuni batteri, grazie a diverse versioni dell’enzima NDM-1 aggirano la loro azione.
La molecola – nome in codice PPMO – è in grado di mettere ko le svariate forme in cui è presente l’enzima della resistenza. Testata in provetta e su topolini infettati con batteri killer resistenti ad antibiotici, PPMO si è rivelata efficace. Gli esperti contano di iniziare le sperimentazioni cliniche di PPMO in associazione a diversi carbapenemi nell’arco dei prossimi tre anni.