All’Int di Milano arriva il dispositivo per “misurare il dolore”

Lo strumento, donato da Rotary Club Milano Linate Distretto 2041, permette di misurare la sensibilità al dolore del paziente e di migliorare il trattamento individuale. L'apparecchiatura sarà utilizzata per la ricerca e la cura nel campo del dolore, non solo quello oncologico ma anche quello neuropatico

Finalmente la soggettività di un paziente diventa un dato oggettivo. A renderlo possibile un nuovo strumento in grado di misurare la sensibilità al dolore e supportare il medico nel trattamento del dolore. Si tratta del “Quantitative Sensory Test” (Qst), apparecchiatura che aiuta il medico palliativista a comprendere quando il sistema nervoso è lesionato e di conseguenza se il paziente ha subito modificazioni di sensibilità, se ha percezione di dolore a stimoli non dolorosi e se il dolore proviene dal tumore o dai trattamenti in corso. La misurazione delle alterazioni di sensibilità tattile, termica e dolorifica garantita dal macchinario in modo oggettivo e quindi sempre meno filtrato dalla soggettività del paziente, permette così di impostare meglio il trattamento del dolore. Il Qst è una donazione del Rotary Club Milano Linate Distretto 2041 all’Istituto Nazionale dei Tumori, la cui divisione di Cure Palliative – una delle poche al mondo – ha puntato molto sulla ricerca grazie alla collaborazione con l’Istituto Neurologico Carlo Besta. “Questa donazione da parte di Rotary, istituzione che è a fianco dell’Istituto sin dalla sua fondazione -–dichiara il Enzo Lucchini Presidente di Int – rappresenta un esempio virtuoso della collaborazione fattiva tra pubblico e privato sociale”.

La maggioranza dei pazienti con tumore convive oggi con dolori fisici provocati dalla malattia o dalle cure oncologiche, spesso anche gravi e tali da influire in modo molto negativo sulla qualità di vita. “La diffusione delle cure palliative e della terapia del dolore la disponibilità di analgesici potenti e il loro adeguato utilizzo ha permesso negli ultimi anni di sollevare dalla sofferenza moltissimi pazienti affetti da tumore” spiega Augusto Caraceni, direttore Struttura Complessa di Cure Palliative, Terapia del dolore e Riabilitazione Istituto Nazionale dei Tumori. “Nonostante questo, ancora oggi circa il 20 % dei pazienti con dolore oncologico mostra una risposta non soddisfacente alle cure disponibili, o reagisce con effetti indesiderati ai farmaci somministrati”.

Per questo l’attività di ricerca nel settore è ancora e soprattutto oggi attiva e importante. Molti pazienti sono affetti da un dolore di natura neuropatica, causato dalla lesione di strutture nervose e prodotto dal tumore in accrescimento. Lo studio dei processi con cui i tumori provocano dolore è però un ambito di ricerca ancora inesplorato. Il progetto PAIN-Net, coordinato dal Besta, e finanziato da una Marie Curie Action della Commissione Europea, mira proprio a studiare dal punto di vista analitico la qualità del dolore, sui disturbi di sensibilità e sulla risposta individuale agli analgesici nei pazienti affetti da tumore, con l’obiettivo di estrapolare i fattori che in ogni individuo determinano la risposta alle terapie analgesiche. “Il risultato che si vuole raggiungere –  aggiunge Caraceni – è acquisire una chiave di lettura delle caratteristiche del dolore oncologico di ogni singolo paziente, tale da consentire di approntare la sua terapia specifica”.