Privacy, l’Ocse chiede un sistema di regole comuni per l’utilizzo dei dati sanitari

Dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico la “Raccomandazione sulla governance dei dati relativi alla salute”, approvata dai ministri competenti dei Paesi membri. Si guarda a una “piattaforma condivisa per la gestione e l’uso dei dati” anche per scopi statistici e di ricerca

Regole comuni per la gestione dei dati sanitari e il loro utilizzo per scopi statistici o di ricerca, nel pieno rispetto della privacy. È quanto chiede la “Raccomandazione sulla governance di dati relativi alla salute” dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) approvata dai ministri della Salute dei Paesi membri nel corso di un incontro a Parigi la scorsa settimana. A dare notizia dei contenuti è una nota del Garante per la protezione dei dati personali: “L’obiettivo del documento – spiega l’authority – è quello di offrire indicazioni utili a migliorare e rendere più efficiente il sistema sanitario nei Paesi aderenti all’organizzazione, favorendo la creazione di una piattaforma condivisa per la corretta gestione dei dati sanitari trattati per la salute pubblica, per scopi statistici e di ricerca scientifica, nonché per la fornitura dei servizi offerti”.

Nella Raccomandazione identificati otto principi fondamentali a tutela della privacy ai cui dovrebbe ispirarsi la cooperazione tra i Paesi Ocse. Tra questi, la definizione di standard comuni per il trattamento dei dati, la necessità di informare correttamente gli utenti, la riduzione delle barriere nello scambio delle informazioni sulla salute, il maggior coordinamento tra settore pubblico e privato, l’adozione di adeguate misure a protezione delle informazioni.