Concorrenza, confronto Farmindustria-Antitrust: “Trasparenza e regole stabili per garantire competitività”

Dopo il protocollo d'intesa con l'Aifa, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ospita un dialogo con le imprese del farmaco.

prezzi dei farmaci

Regole “stabili e prevedibili”. Trasparenza come requisito indispensabile. Gioco di squadra, nel pieno rispetto dei ruoli, tra industria e istituzioni. Sono queste alcune delle priorità per garantire concorrenza, competitività e tutela del cittadino-paziente secondo l’associazione delle imprese farmaceutiche, Farmindustria, e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), che oggi a Roma hanno sancito nel corso di un incontro l’avvio di un dialogo “sulle nuove sfide della competitività”. Un confronto che arricchisce il percorso già avviato sul fronte regolatorio da Antitrust e Agenzia italiana del farmaco (Aifa): risale, infatti, a circa due settimane fa la sigla di un protocollo d’intesa tra le due autorità per la tutela della concorrenza e dei consumatori.

Da parte dell’Antitrust, ha spiegato il presidente Giovanni Pitruzzella, c’è un grande interesse su questo fronte, perché quando “si parla di farmaceutica” si fa riferimento a un settore in cui “convergono molti interessi” , ci si confronta con “diritti fondamentali, come la salute”, si guarda a un comparto fondato sull’innovazione che offre “prospettive di crescita economica per il Paese”. L’innovazione è il nodo cruciale poiché, sottolinea Pitruzzella, è il punto di convergenza di due interessi: “La tutela della proprietà intellettuale e della concorrenza”.  Da un lato, “il monopolio legale per un tempo determinato come incentivo all’innovazione”. Dall’altro, la concorrenza “come stimolo a innovare e ad abbassare i prezzi”. Un equilibrio delicato che richiede “stabilità e prevedibilità del regole”, soprattuto in settore in cui le aziende devono far ricorso a ingenti investimenti a lungo termine.

“L’industria farmaceutica è particolare”, sottolinea il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi. “Siamo – aggiunge – il settore più regolato in assoluto, da normative europee, nazionali, regionali. Noi crediamo che la qualità della regolazione rappresenti un fattore competitivo. Le politiche dei regolazione del mercato, quando sono stabili, sono anche più importanti della pressione fiscale o degli incentivi”. Negli ultimi anni, ricorda Scaccabarozzi, “è maturata  un’idea nuova della farmaceutica, che vede le imprese come partner per la crescita, superando in buona parte vecchi approcci punitivi”. E le imprese non chiedono “favoritismi, ma certezza e politiche positive per gli investimenti. L’auspicio è che la pubblica amministrazione e le imprese, con il fondamentale contributo delle autorità garanti, possano ancor di più, nel rispetto delle regole e degli specifici ruoli, fare squadra e garantire le condizioni di migliore competitività del Paese”.

Da tempo “osservato speciale”, il mercato farmaceutico è sempre sotto la lente dell’autorità Antitrust, alla ricerca di “campanelli d’allarme”. A spiegarlo è Gabriella Muscolo, componente dell’Agcm, riferendosi in particolare al tema dell’innovazione: “La tutela della proprietà intellettuale incentiva a investire in innovazione farmaceutica, il gioco concorrenziale garantisce un trend di abbassamento dei costi. Quand’è che nascono i conflitti? Spesso quando si passa dall’uso del brevetto all’abuso. Su questo fronte, la giurisprudenza si sta evolvendo rapidamente. Le strategie di abuso si possono individuare in vari momenti di vita del farmaco”. Alcuni esempi di “campanelli d’allarme”? “Quando – spiega Muscolo – si fa un uso strumentale delle domande divisionali, puntando ad allungare il tempo di esame di un brevetto. Oppure si ricorre al cluster di brevetti, cioè al deposito di numerosi brevetti per lo stesso medicinale. E ancora, la gestione strumentale dei brevetti di secondo uso”. Fino alle “indebite pressioni” verso gli uffici brevetti (o agenzie regolatorie in altre fasi di vita del farmaco) o alla fornitura di “informazioni false o tendenziose”.