Pacemaker “multisito” dotati di superbatterie in quattro ospedali italiani

I nuovi dispositivi fanno parte della famiglia “Resonate” messa a punto da Boston Scientific e sono in grado di stimolare il ventricolo sinistro da punti differenti con oltre 200 combinazioni possibili

Per la prima volta in Italia sono stati impiantati pacemaker “multisito” dotati di batterie super resistenti. I dispositivi fanno parte della famiglia “Resonate”, messa a punto da Boston Scientific  in grado “di stimolare il ventricolo sinistro da punti differenti, la cosiddetta stimolazione “multisito”, con oltre 200 combinazioni possibili” come spiega in una nota la stessa società.

La principale barriera nell’utilizzo di questa tecnologia è rappresentata dal consumo di maggiore energia del dispositivo. Tale barriera viene superata dai dispositivi, dotati delle batterie più longeve oggi esistenti, con una proiezione di durata fino a 13,3 anni con stimolazione multisito attiva. Buone notizie, quindi, per i portatori di dispositivi cardiaci che necessitano di re-sincronizzazione cardiaca, una “sfida costante” per i cardiologi se si tiene conto che, ancora oggi, i pazienti che non rispondono adeguatamente alle terapie rappresentano il 30-45% di tutti quelli trattati.

“La durata delle batterie – sottolinea Boston Scientific – è un elemento cruciale per l’efficacia dei dispositivi e rappresenta la maggiore preoccupazione per il 73% dei pazienti che devono affrontare la sostituzione del dispositivo dopo alcuni anni (in media, 4)”. I primi impianti dei nuovi dispositivi sono stati effettuati in 4 ospedali italiani: all’Uoc cardiologia della Fondazione Policlinico Universitario A.Gemelli di Roma; ospedale di Feltre; ospedale E. Muscatello di Augusta e casa di cura Montevergine di Mercogliano