Welfare aziendale, programmi di prevenzione tra i benefit più richiesti 

Secondo un’indagine promossa da Federmanager e realizzata da G&G Associated è la terza esigenza indicata dai lavoratori del settore manifatturiero, dopo sanità integrativa e orario flessibile

Prevenire è meglio che curare, dice il proverbio. Ma forse è anche meglio di un buono pasto, di una navetta per raggiungere il lavoro o di altre agevolazioni. Almeno secondo un campione di lavoratori che sempre più chiede l’accesso a programmi di prevenzione sanitaria tra i benefit aziendali. È quanto emerge dai dati dell’osservatorio sulla sanità integrativa di G&G Associated su un campione di 800 imprese e 1.200 lavoratori del settore industria presentati oggi a Roma durante un’iniziativa promossa da Federmanager. Subito dopo la sanità integrativa, richiesta dal 78% del campione, figurano l’orario flessibile (42%) e i programmi di prevenzione sanitaria 39%. E non solo: abitudini alimentari, stili di vita e invecchiamento attivo superano il 90% delle preferenze espresse dalle aziende manifatturiere che hanno già attivato programmi di sanità in azienda. “Sta aumentando – spiega Giuseppe Torre di G&G Associated – la propensione del sistema ad occuparsi della prevenzione e della modificazione della condotta del cittadino-paziente. Il crescente numero di polizze aziendali finalizzate alla promozione di stili alimentari e di vita corretti è un indicatore interessante di come sta evolvendo il concetto di welfare aziendale: oggi è più alta la propensione ad attivare politiche che incidono direttamente sui comportamenti dei lavoratori”.

Al trend descritto fa sfondo un Paese in cui – secondo una rilevazione dello stesso istituto su un campione di 3.800 cittadini – il 78% degli italiani dichiara di aver paura di dover ridurre o rimandare le spese sanitarie nel prossimo futuro. Tra le spese più “a rischio”, subito dopo il dentista (57%), compare quella per la prevenzione (47%) e, infine, quella per le visite specialistiche (42%).

Probabilmente è anche per questo che la “sanità integrativa è ormai considerata uno dei benefit più apprezzati dai lavoratori”, come sottolinea Stefano Cuzzilla, presidente di Federmanager. “Abbiamo sperimentato già da tempo e con successo – spiega Cuzzilla – forme di sanità integrativa che tutelano i manager e che costituiscono un modello di assistenza sanitaria no profit di valenza strategica per il Paese”. Il cosiddetto “secondo pilastro” che – secondo il numero uno di Federmanager – dovrebbe essere “agevolato con politiche fiscali e normative che incentivino il più possibile imprese e lavoratori ad aderire ai Fondi sanitari integrativi”.