Antibioticoresistenza, una possibile risposta dalla bocca del drago di Komodo?

Uno studio della George Mason University pubblicato dalla rivista Journal of Proteome Research spiega come i batteri mortali presenti nella saliva del varano siano tenuti sotto controllo da alcuni antimicrobici cationici presenti nel sangue dell'animale. Secondo la ricerca da queste proteine si potrebbero sintetizzare nuovi antibiotici

Un’arma per sconfiggere la resistenza agli antibiotici potrebbe nascondersi nel drago di Komodo, la lucertola più grande al mondo. Lo afferma uno studio della George Mason University pubblicato dalla rivista Journal of Proteome Research, che spiega come il rettile sopravvive grazie ad alcune proteine presenti nel suo sangue nonostante abbia decine di batteri potenzialmente letali nella bocca. Lo studio parte proprio da una ricerca precedente che ha trovato cinquantasette microrganismi pericolosi nella bocca del drago, provenienti probabilmente da acque contaminate bevute dall’animale. In un campione di sangue i ricercatori hanno trovato 48 peptidi antimicrobici cationici, una classe di proteine con proprietà antibatterica. Otto di questi sono stati sintetizzati in laboratorio e testati contro Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus resistente alla meticillina, due dei batteri più difficili da debellare. Sette di questi, spiegano gli autori, si sono rivelati efficaci contro entrambi, mentre uno solo contro lo Pseudomonas. “Questo è ancora uno studio preliminare – sottolineano – ma la speranza è che un antibiotico ricavato da queste proteine possa combattere i batteri resistenti”.