Epatite C, via libera europeo a terapia “abbreviata” di AbbVie

Parere favorevole dal Chmp dell’Ema al mix Viekirax/Exviera per il trattamento più breve: 8 settimane anziché 12. La novità riguarda i pazienti con epatite C cronica e genotipo 1b, precedentemente non trattati e con fibrosi da lieve a moderata

Otto settimane anziché dodici. Il Chmp (Committee for medicinal products for human use) dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha detto sì a un trattamento “abbreviato” contro l’epatite C di AbbVie. Si tratta della terapia composta da Viekirax  (ombitasvir/paritaprevir/ritonavir compresse) ed Exviera (dasabuvir compresse), finora autorizzata nell’Unione Europea per l’uso di 12 settimane in pazienti con genotipo 1b (GT1b) e infezione cronica da Hcv, senza cirrosi o con cirrosi compensata.

Il parere favorevole reso dal Chmp – spiega AbbVie in una nota – introduce il trattamento da 8 settimane come opportunità terapeutica nei pazienti adulti con GT1b ed Hcv, precedentemente non trattati e con fibrosi da lieve a moderata.  Sono – ricorda l’azienda – circa 160 milioni in tutto il mondo le persone affette da Hcv, ed il genotipo 1b è il sottotipo più comune a livello globale. In Europa, questo sottotipo è presente nel 47% dei nove milioni di persone con infezione cronica da Hcv. L’ok del Chmp è basato sui dati generati dallo studio di Fase 3b GARNET, condotto su 166 pazienti in tutto il mondo, dove si è registrato un tasso di guarigione del 98%.