BiovelocITA, l’acceleratore italiano delle startup biotech raccoglie 7,2 milioni

La struttura fondata da Silvano Spinelli e Gabriella Camboni (già fondatori di Eos) arriva a una raccolta complessiva di oltre 14 milioni. In portafoglio ha tre progetti in collaborazione con scienziati italiani di primo piano impegnati nella ricerca su malattie genetiche rare, diabete, oncologia e invecchiamento cellulare

BiovelocITA, acceleratore italiano dedicato alle aziende biotech, ha deliberato un aumento di capitale pari a 7,245 milioni di euro. Le risorse si sommano ai 7,4 milioni già raccolti in precedenza dalla struttura fondata a fine 2015 da Silvano Spinelli e Gabriella Camboni (già fondatori di Eos, startup venduta nel 2013 agli americani di Clovis Oncology per quasi mezzo miliardo di dollari, e, precedentemente, di Novuspharma, quotata sul Nuovo Mercato nel 2000) e dalla società di venture capital attiva nel life science Sofinnova Partners. Gli oltre 14 milioni di raccolta complessiva costituiscono una delle più consistenti dell’ultimo biennio per una startup italiana. Una cifra con cui l’acceleratore rafforza la sua ambizione di porsi come punto di contatto tra il mondo della ricerca e quello dell’industria nel settore del red biotech, che in Italia ha un fatturato complessivo di oltre 9,4 miliardi di euro.

Quest’ultimo aumento di capitale è stato seguito da Banca Profilo e Banor Sim e ha coinvolto un  ristretto numero di nuovi investitori privati a cui si sono aggiunti anche alcuni degli attuali soci.  Mentre il primo, a inizio 2016, è stato sottoscritto oltre che dai fondatori anche da Atlante Seed e da investitori privati coordinati da Banor Sim. A poco più di un anno dal suo avvio, BiovelocITA ha in portafoglio tre importanti progetti in collaborazione con scienziati italiani di primo piano impegnati nella ricerca su malattie genetiche rare, sul diabete e sull’oncologia e invecchiamento cellulare. Con questi nuovi fondi, si propone di allargare il proprio portafoglio grazie a nuove collaborazioni con società, istituzioni scientifiche e gruppi di ricerca universitari.

“La nostra attività di scouting prosegue: sono numerosi i progetti scientifici che stiamo vagliando, alcuni di essi mostrano potenzialità molto interessanti. L’aumento di capitale, che palesa fiducia da parte del mercato, rinforza il nostro impegno a portare i progetti dalle potenzialità più interessanti verso una concreta applicazione clinica”, dichiara l’amministratore delegato Gabriella Camboni (nella foto).