L’impatto della Brexit sul regime del patent box

L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea rischia di compromettere le normative che riguardano la lotta all’evasione a livello comunitario. Coinvolto anche il settore farmaceutico.

Finanziamenti farmaceutici

La Legge 190/14 (c.d. “Legge di stabilità 2015”) ha introdotto nel nostro ordinamento il regime opzionale c.d. di “patent box”. La norma consente ai contribuenti che utilizzano alcune tipologie di beni immateriali (tra cui marchi, brevetti e know how) di godere di una parziale detassazione ai fini dell’Ires e dell’Irap del reddito da essi derivante, purché svolgano determinate attività volte al loro sviluppo, mantenimento e accrescimento e da tali attività derivino costi nei confronti di determinati soggetti. La norma si pone in linea di continuità con i modelli progressivamente introdotti in altri Stati membri dell’Ue, ed oggetto di analisi e di raccomandazione da parte dell’Ocse nell’ambito del progetto “BEPS” (base erosion and profit shifting).

Tale regime rappresenta un’importante opportunità per ridurre il carico fiscale per imprese appartenenti ad un settore come quello farmaceutico, contraddistinto da una forte propensione all’investimento in ricerca e sviluppo che ha portato ad un incremento della stessa in Italia di oltre il 15 per cento rispetto al 2013, focalizzando la stessa in particolare su studi clinici, studi pre-clinici e personale di ricerca specializzato.

La citata raccomandazione dell’Ocse, tuttavia, prescrive che non si possono più introdurre regimi di patent box su marchi e know how (beni intangibili coperti dalla norma italiana), consentendo ai regimi già esistenti nel 2015 (come quello italiano), l’agevolazione per tali beni fino al 2021 se l’opzione è stata esercitata entro il 30 giugno 2016 (c.d. grandfathering clause). Tale raccomandazione, che produce effetti solo in caso di modifica alla norma domestica, genera il rischio di modificare uno strumento fondamentale per il rilancio dell’economia italiana (quale il patent box), e per l’incentivazione di investimenti in un’attività strategica come la ricerca la sviluppo avendo ovvie ricadute anche per un settore così dipendente dai beni intangibili quale quello farmaceutico.

I recenti avvenimenti politici quali Brexit ed elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti hanno, tuttavia, creato una situazione di stallo con riferimento all’implementazione delle raccomandazioni pubblicate dall’Ocse in particolare in quanto i Paesi aderenti a quest’ultima sono in attesa di capire quali saranno i comportamenti di Stati Uniti e Inghilterra nei confronti della lotta all’evasione e dell’introduzione di norme domestiche che agevolano l’elusione fiscale. Ciò ha avuto una ricaduta anche sul regime italiano sul Patent Box, in quanto ad oggi non sono state apportate modifiche. Pertanto, per i marchi ed il know how per i quali non è stato ad oggi chiesto l’accesso al regime, è ancora possibile usufruire di tale agevolazione tramite l’invio della comunicazione e/o la presentazione dell’istanza (in caso di utilizzo diretto). Si ricorda, che per gli operatori del settore che hanno già presentato istanza, tale procedura non copre i beni intangibili generati successivamente comportando, pertanto, il bisogno di presentare una nuova istanza avente ad oggetto i nuovi beni intangibili.

A cura di Stefano Simontacchi e Francesco Saverio Scandone, membri del Focus Team Healthcare e Life sciences di BonelliErede

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