Boehringer Ingelheim: 15,9 miliardi di fatturato globale nel 2016 (+7,3%), 335 milioni in Italia

Il gruppo tedesco ha presentato i risultati relativi allo scorso anno: revenue in crescita in tutti i segmenti. Dai 47.500 occupati si è passati a quota 45.700, ma con l’acquisto di Merial, la divisione animal health di Sanofi, si arriva a circa 50 mila. Nel nostro Paese previsti 67 milioni di investimenti nei prossimi 5 anni

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A livello globale, fatturato e risultato operativo in crescita. Sul mercato italiano, un incremento delle vendite e la previsione di nuovi investimenti per quasi 70 milioni nei prossimi cinque anni. Sono questi i dati più significativi che emergono dalla presentazione dei risultati 2016 di Boehringer Ingelheim. Nel 2016, l’azienda tedesca ha realizzato un fatturato di circa 15,9 miliardi di euro, con un incremento su base euro del 7,1% e del 7,3 % netto degli effetti del cambio. Il risultato operativo è stato di circa 2,9 miliardi di euro (+ 27 % rispetto al 2015) e la redditività delle vendite è stata pari al 18,1%.

Boehringer Ingelheim ha da poco concluso un processo di trasformazione interna che ha visto la cessione a Sanofi della propria area consumer healthcare e l’acquisizione di Merial, la divisione dell’azienda francese specializzata nel settore veterinario. Con questo scambio di business, Boehringer Ingelheim Questo scambio di business pone l’azienda tedesca come primo player in Europa nell’animal health e sul podio internazionale.

In più, l’operazione ridisegna lo scenario occupazionale: nel 2016, Boehringer Ingelheim contava, in media, quasi 45.700 collaboratori a livello mondiale, in diminuzione rispetto al 2015, quando erano circa 47.500; ma con l’acquisto di Merial, avvenuto il 1° gennaio 2017, il numero di persone che lavorano per Boehringer Ingelheim sale intorno a quota 50 mila. Per quanto riguarda la ricerca e sviluppo, la multinazionale ha investito l’anno scorso circa 3,1 miliardi, il 4% in più rispetto al 2015.

L’incremento del fatturato è stato registrato in tutti i comparti. E a determinare l’andamento positivo è stata anche la ricezione del pagamento concordato nel quadro di una cooperazione con AbbVie nel campo delle malattie autoimmuni. Il fatturato complessivo derivante dalle vendite di farmaci soggetti a prescrizione medica, che rappresenta l’attività principale di Boehringer Ingelheim, ha raggiunto i 12 miliardi di euro (+7,4%, al netto degli effetti di cambio, + 7,5% su base euro). Con un fatturato di quasi tre miliardi, tiotropio, impiegato in ambito respiratorio, si è attestato al primo posto nelle vendite.

Senza mettere in conto le vendite derivanti dall’integrazione del business veterinario di Sanofi, che è partita appunto il primo giorno del 2017 e non può rientrare nel bilancio 2016, la divisione animal health dell’azienda ha messo a segno un fatturato di circa 1,5 miliardi di euro, pari al 9% dei ricavi complessivi. Il prodotto più venduto è stato ancora una volta il vaccino per suini Ingelvac Circoflex.

La produzione biofarmaceutica conto terzi ha raggiunto un fatturato di 613 milioni di euro, con un tasso di crescita del 6,4 %. Mentre il comparto dell’automedicazione, che dal primo gennaio 2017 appartiene come detto a Sanofi, ha fatturato nel 2016 circa 1,6 miliardi di euro, il 10% circa delle vendite complessive.

Quanto all’Italia, il fatturato netto della filiale italiana è stato pari a 355 milioni di euro, in leggera crescita rispetto all’anno precedente (336 milioni nel 2015). I dipendenti del gruppo nel nostro Paese a oggi sono più di 900. Nel segmento farmaci da prescrizione nel 2016 c’è stato un incremento di circa il 9% rispetto allo scorso anno, anche a causa delle vendite di cinque nuovi farmaci nelle aree terapeutiche cardiovascolare, respiratoria, metabolica e delle malattie rare (fibrosi polmonare idiopatica). Il business del consumer healthcare, rispetto all’anno precedente, è cresciuto del 6% circa, così come quello dell’animal health, che ha registrato un incremento del 14% circa rispetto al 2015, sia per il settore “animali da reddito”, che per quello “animali da compagnia”. Dopo l’operazione con Sanofi, Boehringer Ingelheim è diventato il primo player del mercato italiano nell’animal health con anche un sito produttivo specializzato nella produzione di vaccini aviari a Noventa Padovana. Su Bidachem, sito produttivo di Fornovo San Giovanni (Bg) che produce principi attivi per il gruppo Boehringer Ingelheim, nel 2016 sono stati investiti 10 milioni di euro, di cui 3,2 milioni per il completamento di un impianto di cogenerazione finalizzato ad aumentare la flessibilità e la sostenibilità del sito stesso. “L’innovazione anche quest’anno ha caratterizzato le performance del nostro gruppo: i risultati positivi dello scorso anno sono stati ottenuti anche grazie al lancio di nuovi prodotti in importanti aree terapeutiche. L’ingresso nel settore delle malattie rare, con un prodotto per la fibrosi polmonare idiopatica, conferma l’impegno di nella costante ricerca di soluzioni per rispondere alle esigenze terapeutiche ancora insoddisfatte”, ha dichiarato. “La rilevanza strategica di Boehringer Ingelheim Italia – dice Anna Maria Porrini, presidente della filiale italiana del gruppo – è testimoniata anche dagli importanti investimenti sul versante infrastrutturale e produttivo da parte del gruppo: 67 milioni di euro nei prossimi 5 anni, a cui si aggiungeranno nel corso del 2017 altri 2 milioni per l’introduzione di nuove tecnologie nello stabilimento di Noventa Padovana”.