Ema, il 29 aprile si riunisce il primo Consiglio europeo

Non sarà presa nessuna decisione finale, ma saranno adottate delle metodologie per capire come gestire il trasferimento delle agenzie europee da Londra.

Da segnale in calendario il 29 aprile. Questa è la data che darà il via ufficiale alle discussioni, in sede di Consiglio europeo, sul tema Brexit e, quindi, dello spostamento delle agenzie europee in partenza da Londra, Eba (bancaria) e Ema (farmaceutica). In questa sede dovrebbero essere prese in esame le modalità di trasferimento dei due enti regolatori. Non verrà presa alcuna decisione finale, però verrà tracciata una piccola road map per capire come gestire il trasloco. Più probabile che si arrivi a una conclusione per il Consiglio europeo di giugno o, al più tardi, di ottobre. Per certi versi la riunione del 29 aprile sarà un precedente nella storia dell’Unione europea; mai all’ordine del giorno è stato inserito il trasferimento di un’agenzie da un Paese a un altro. Per quanto riguarda l’Ema, il Consiglio europeo prenderà anche un’altra decisione importante. Delegare alla Commissione europea la scelta dei candidati da inserire in una ipotetica shortlist, oppure, proseguire autonomamente con il vaglio della rosa delle città che hanno espresso il desiderio di ospitare l’Ema. L’Italia è pronta e dovrebbe presto consegnare le venti pagine di dossier. Ma oltre a Milano, spunta anche l’ipotesi di Bari, promossa da alcuni esponenti pugliesi di Fratelli d’Italia-An, Marcello Gemmato e Filippo Melchiorre. Quanto sia reale questa ipotesi è ancora da vedere. Intanto all’ombra della Madonnina si discute sulle sedi destinate a ospitare l’Ema.
“La sede transitoria potrà essere un valore aggiunto”. A dichiararlo è stato Vincenzo Salvatore, Of Counsel dello studio legale BonelliErede. Secondo Salvatore la soluzione temporanea (che sia il Pirellone o altro stabile che deciderà l’Ema stessa), permetterà all’ente diretto da Guido Rasi di illustrare le caratteristiche che la nuove sede dovrà avere. In fondo questo è già successo nel 2012. L’Ema in quel caso si trasferì dalla sua precedente sede, spostandosi di soli ottocento metri e prendendo possesso di un nuovo edificio (sempre nel quartiere di Canary Wharf). Non una novità quindi. Anche l’Efsa a Parma, l’agenzia europea per la sicurezza alimentare, aveva dapprima una sede in un centro direzionale, prima di spostarsi dov’è tutt’ora, in via Carlo Magno.
Intanto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, non si sbilancia sulla possibilità che Milano possa conquistare la sede dell’Ema ma svela le prossime tappe: “Ci sarà un sopralluogo”, poi “stiamo discutendo con il governo, e ne parlerò sabato con Gentiloni, che potrebbe essere utile nominare qualcuno responsabile del progetto a livello di relazioni intergovernative“.