Antidepressivi, cresce il consumo in Italia: +1,6% nel 2016

L'anno scorso, secondo dati QuintilesIms Italia, nel nostro Paese sono state vendute oltre 1,1 miliardi di unità standard di farmaci per trattare i disturbi dell'umore. La spesa totale - oltre 262 milioni di euro - è scesa dell'8,2% a causa delle scadenze brevettuali

In Italia l’umore è peggiorato. Nel 2016 il consumo di farmaci antidepressivi è aumentato dell’1,6% rispetto al 2015. L’incremento si è osservato nel numero di unità standard vendute (compresse e fiale): più di 1,1 miliardi. La spesa complessiva per i prodotti, pari a oltre 262 milioni di euro, è tuttavia calata dell’8,2% a causa delle scadenze brevettuali.

Lo fotografia sullo scenario italiano del mercato degli antidepressivi è di QuintilesIms Italia, società che si occupa di informazione e tecnologia per il mondo della salute. In Europa il mercato dei maggiori cinque Paesi vale 1,8 miliardi (valori a realizzo industria). Spicca la crescita dei consumi del Regno Unito (+5,6% per unità standard), seguito da Spagna (+2,9%), Germania (+1,9%) e Francia (+1,8%). Chiude la classifica l’Italia (+1,6%), che tra questi Paesi Ue, è quella con il consumo medio pro capite più basso (18,6 unità standard) contro 26,6 della Francia, 31,8 degli spagnoli e 50 del Regno Unito.

Se si va a osservare il quadro regionale, il Nord registra il maggior consumo di antidepressivi in Italia per abitante: la Liguria al primo posto con un punteggio di 24 (unità standard giornaliera per abitante), seguita da Emilia-Romagna con 21 e Piemonte 20 dosi per abitante. Al Sud domina la classifica la Calabria con 16, seguita da Basilicata e Sicilia (13). Chiude la graduatoria nazionale la regione Campania, con un consumo  pari a 12 dosi per abitante.