Antitrust, nuova procedura contro Aspen sui prezzi dei farmaci Cosmos

Continua il braccio di ferro sulla revisione di listino di alcuni medicinali.

Il settore farmaceutico è al centro del mirino dell’Autorità antitrust italiana. Dopo i casi che hanno interessato Pfizer accusata di aver esteso abusivamente la privativa brevettuale sul proprio farmaco per ostacolare l’entrata dei generici sul mercato, e Roche e Novartis sanzionate per aver posto in essere un accordo illecito volto ad ostacolare l’uso del più economico farmaco Avastin a vantaggio del più costoso Lucentis (entrambi idonei alla cura di gravi patologie della vista), è il turno di Aspen, multinazionale sudafricana attiva in Italia nella distribuzione di farmaci antitumorali.
A settembre scorso Aspen è stata infatti sanzionata (con oltre 5 milioni di euro) per aver ingiustificatamente incrementato il prezzo di farmaci salvavita e insostituibili per pazienti affetti da tumori del sangue (farmaci Cosmos), in un range compreso tra il 300% e il 1500%. Secondo l’Antitrust, per ottenere tali aumenti, Aspen avrebbe minacciato Aifa di interrompere le forniture di tali farmaci in Italia. Oltre ad un’ingente sanzione, l’Autorità ha dunque ordinato ad Aspen di adottare ogni misura per la definizione di prezzi non iniqui e di astenersi dal porre in essere in futuro comportamenti analoghi a quelli accertati.
Con decisione dello scorso 20 marzo, l’Antitrust ha avviato un nuovo procedimento volto a verificare se la società sia venuta meno all’obbligo di ottemperare al provvedimento sanzionatorio. Risulterebbe infatti che nel corso dell’incontro con il Comitato Prezzi e Rimborso di Aifa, Aspen abbia messo in discussione l’obbligo alla rinegoziazione al ribasso del prezzo dei farmaci Cosmos e dichiarato di voler assumere i prezzi vigenti (cioè quelli considerati iniqui dall’Antitrust) come base di partenza di un’eventuale rinegoziazione al ribasso. Secondo l’Autorità il comportamento complessivamente tenuto da Aspen “non appare […] conforme a quanto richiesto […] evidenziando piuttosto una strategia dilatoria da parte dell’impresa”. Il procedimento, che potrebbe condurre all’irrogazione di una sanzione pari ad almeno il doppio della sanzione dello scorso settembre, dovrà concludersi entro il 31 ottobre 2017.
Inutile dire che l’avvio del procedimento di inottemperanza conferma la volontà dell’Antitrust di perseguire con forza ogni condotta volta a pregiudicare l’auspicato bilanciamento tra la necessità di contenimento della spesa pubblica e il diritto alla salute.

A cura dSara Lembo e Claudio Tesauro, membri del Focus Team Healthcare e Life sciences di BonelliErede

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