Sanità integrativa, Federmanager: un’opportunità per combattere evasione fiscale e inefficienza

Per cittadini italiani il sistema sanitario italiano, pubblico e privato, non è abbastanza "equo e giusto". Tempi, costi e prestazioni "in nero" tra i principali motivi di insoddisfazione. Ecco i risultati di un'indagine presentata oggi a Roma al Salone della Giustizia

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La sanità italiana bocciata dagli italiani all’esame su giustizia ed equità. Valutando questi due aspetti, infatti, i cittadini-pazienti assegno un cinque e mezzo al Servizio sanitario nazionale e poco di più, ma sempre al di sotto della sufficienza, al sistema privato (5,9). A dirlo è un’indagine presentata oggi da Federmanger in occasione del convegno “La sanità giusta tra pubblico e privato”, evento organizzato nell’ambito del Salone della giustizia in corso a Roma.

La ricerca, realizzata da G&G Associated, ha coinvolto un campione rappresentativo di mille cittadini e 133 medici. E anche dai camici bianchi poco entusiasmo sull’equità dell’assistenza sanitaria nel nostro Paese: promossa, ma solo per un soffio, la sanità pubblica (punteggio 6,2) e insufficiente quella privata (5,9 anche in questo caso).

Tempi, costi e accessibilità sono le tre parole chiave che secondo gli intervistati dovrebbero rappresentare una “sanità giusta”. Ma spesso la realtà contraddice l’immagine ideale. Lentezza, peso economico e inefficienza sono i fattori che influiscono di più sulla “soddisfazione complessiva” rispetto alla sanità italiana: un indicatore che  – dal punto di vista dei cittadini si ferma – a 5,6 punti per il versante pubblico e sale a 7,1 per il privato (rispettivamente 6,6 e 7 secondo il giudizio dei medici).

Secondo Federmanager la ricerca di un sistema più giusto passa  attraverso la sanità integrativa. Anche su questo argomento l’indagine misura gli umori di cittadini e medici: i primi assegnano un punteggio di 7,3 al ruolo svolto dai Fondi sanitari integrativi nella ricerca di una sanità più giusta, dato che scende a 6 tra i medici. Il cosiddetto “secondo pilastro” è visto dai cittadini come uno strumento efficace per evitare il pagamento in nero delle prestazioni, assicurare le prestazioni adeguatamente garantite del Ssn e diminuire i tempi di attesa.

L’evasione fiscale in sanità è percepita dai cittadini come un serio problema. In una scala di gravità da uno a dieci, gli intervistati assegnano al fenomeno un punteggio di 8.4. “Un problema di mancata fatturazione – commenta Stefano Cuzzilla, presidente di Federmanager – che causa un danno all’utenza e alle casse dello Stato”. Secondo Cuzzilla la sanità integrativa può aiutare a governare il fenomeno: “I fondi sanitari integrativi, rimborsando i costi sostenuti per la prestazione solo pregai ricevuta fiscale, intermediano la spesa out of pocket esercitando anche controllo e verifica”.

Un altro vantaggio della sanità integrativa, secondo il presidente di Federmanager, riguarda il contenimento dei prezzi delle prestazioni: “Assistendo un numero consistente di famiglie e lavoratori, – sottolinea Cuzzilla – i fondi sanitari integrativi vantano una capacità negoziale considerevole nei confronti delle strutture sanitarie private, le quali hanno tutto l’interesse ad assicurare le migliori prestazioni ad un prezzo competitivo”.

Infine, un richiamo alla necessità di valorizzare dal punto di vista normativo il secondo pilastro. A cominciare dalle basi: “Occorre – sostiene il presidente di Federmanager – che il legislatore torni a occuparsi della materia che è stata normata negli anni ’90, offrendo anche un qualificazione definitoria che finalmente faccia chiarezza su cosa è integrativo, cosa è assicurativo e cosa altro ancora”.

In particolare, Cuzzilla sottolinea l’opportunità di sostenere la diffusione della sanità in azienda attraverso politiche di maggiore de-fiscalizzazione del contributo versato da imprese e lavoratori per l’adesione ai Fondi sanitari integrativi.

Al convegno di Federmanager anche il ministro della Salute: “Sono una fautrice totale del servizio sanitario nazionale universalistico, – commenta Beatrice Lorenzin  a margine del convegno, ma lavorare sul welfare aziendale è molto importante ed è un tema anche molto sentito nel settore pubblico”. Per il ministro “la sfida del futuro sarà l’assistenza alle persone anziane e ai bambini, che – sottolinea – sono le due categorie più fragili sulle quali dobbiamo fare un grande investimento, e lo dobbiamo fare insieme, pubblico e privato, senza frontiere ideologiche ma – conclude Lorenzin – cercando soluzioni concrete a bisogni reali”.