Sclerosi multipla, serve un nuovo modello organizzativo per rispondere a tutte le necessità

Il medico ha bisogno di poter utilizzare tutti gli strumenti utili per far fronte alle esigenze del paziente. Oggi la presentazione a Milano della campagna di sensibilizzazione "La sclerosi multipla non conosce le buone maniere", promossa da Roche e Aism. VIDEO

La medicina personalizzata al momento non basta, “serve un nuovo modello organizzativo che sappia rispondere a tutte le necessità del paziente”. A dirlo Giancarlo Comi, direttore del Dipartimento neurologico e dell’Istituto di neurologia sperimentale dell’Irccs San Raffaele di Milano. “Inoltre – aggiunge Comi – il medico deve essere ancora più scienziato di prima. Serve un aggiornamento continuo per essere pronti a fornire tutti gli strumenti terapeutici del caso”. La dichiarazione è stata fornita ai media in occasione della conferenza stampa di presentazione della campagna di sensibilizzazione “La sclerosi multipla non conosce le buone maniere”, promossa da Roche Italia e Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) a Milano.
Ma oltre all’organizzazione serve anche l’aiuto della tecnologia e dei dati generati dai pazienti grazie ai più moderni dispositivi e-health. “Serve un maggior impegno nell’alleanza con aziende come Google, Apple o Ibm”, chiosa Luca Pani, Membro dei comitati scientifici Chmp e Sawp dell’Ema e del dipartimento di Psychiatry and behavioral sciences all’università di Miami. Secondo lui, inoltre, non importa che i dati siano certificati. Servono a indicare l’evoluzione della malattia. Grazie ai nuovi device sanitari le informazioni permettono di dosare meglio la terapia.
All’evento di stamattina in via Copernico hanno partecipato anche Maurizio De Cicco, Presidente e Ad di Roche Italia, Cecilia Nostro co-founder di Friendz, startup di digital marketing e Roberta Amadeo, past president di Aism.

Durante l’incontro è stato proiettato un video realizzato proprio in occasione del lancio di questa nuova campagna che, come hanno ribadito i presenti, viaggerà soprattutto sui social. La Sm, infatti, colpisce soprattutto i giovani e i giovani sono proprio coloro che più di tutti utilizzano internet. “E’ fondamentale che tutti siano informati in modo serio e corretto, per sfatare falsi miti e per riconoscere sintomi subdoli e invalidanti”, ha dichiarato Amadeo.