Angioedema ereditario, ecco i risultati di uno studio di fase III per farmaco che previene gli attacchi

Lo studio ha raggiunto l'endpoint primario di efficacia, riducendo in modo significativo il numero di attacchi di angioedema ereditario

CSL Behring, azienda attiva nel campo delle bioterapie, ha annunciato oggi i risultati pubblicati sul New England Journal of Medicine (NEJM) relativi allo studio COMPACT, uno studio di Fase III, per valutare la sicurezza e l’efficacia di CSL830 (una terapia sostitutiva innovativa mediante auto-somministrazione per via sottocutanea dell’inibitore umano della C1-esterasi [C1-INH]) nella prevenzione degli attacchi di angioedema ereditario.
Lo studio ha raggiunto l’endpoint primario di efficacia, riducendo in modo significativo il numero di attacchi di angioedema ereditario aggiustato in funzione del tempo. Inoltre, lo studio ha raggiunto gli endpoint secondari, tra cui la percentuale dei responders (definiti come i pazienti che hanno avuto una riduzione di almeno il 50% del loro numero di attacchi) e il numero di volte in cui si è dovuto ricorrere a farmaci di emergenza.
“Il C1-INH per via sottocutanea, come dimostrato nello studio COMPACT, risponde a un’esigenza dei pazienti ad oggi insoddisfatta e ha il potenziale di modificare il paradigma di trattamento, introducendo una nuova opzione per prevenire attacchi di angioedema ereditario con una terapia per via sottocutanea” ha dichiarato Bruce Zuraw, M.D. della Facoltà di Medicina dell’Università di California a San Diego, Direttore dello US Haea a Angioedema Center presso la UC di San Diego e presidente del comitato direttivo dello studio.

L’articolo sul NEJM fornisce dati dettagliati dello studio randomizzato di efficacia di Fase III (NCT01912456) che ha valutato i pazienti affetti da Hae di tipo I e tipo II nel corso di due periodi di trattamento di 16 settimane. Lo studio ha esaminato il numero di attacchi in pazienti in terapia profilattica con CSL830 e il numero di volte in cui è stato necessario ricorrere ad un farmaco di emergenza per l’Hae; si è riscontrata una riduzione in entrambi i casi. A seconda della dose somministrata, il tasso di attacchi di Hae si è ridotto in media dell’89% e del 95% (con dosaggio di 40 UI/kg e 60 UI/kg, rispettivamente). Inoltre, il 40% dei pazienti trattati con la dose più elevata è risultato completamente privo di attacchi ed i pazienti, in generale, hanno segnalato complessivamente un numero di sintomi di Hae inferiore e di entità più lieve. Nessun paziente con dosaggio di 60 UI/kg ha riportato un attacco laringeo nel corso del periodo di studio. Gli eventi avversi (reazioni lievi e transitorie locali al sito d’infusione nella maggior parte dei casi) si sono verificati in proporzioni simili tra i pazienti a cui è stato somministrato CSL830 e placebo. “Lo studio non solo dimostra una notevole efficacia in funzione del dosaggio, ma anche che l’auto-somministrazione sottocutanea potrebbe essere effettuata da tutti i pazienti ed essere ben tollerata” ha affermato Hilary Longhurst del Barts Health NHS Trust, Londra, Regno Unito, primo autore dell’articolo e membro del comitato direttivo.
La Fda americana ha già accettato la richiesta di Biologics License Application per CSL830 e il processo autorizzativo è in corso anche in Europa.

L’Hae è una malattia genetica rara e potenzialmente pericolosa per la vita, con un’incidenza di circa una persona su diecimila fino a una persona su cinquantamila. L’Hae è causato dalla mancata produzione o dall’errato funzionamento del C1-INH. La conseguenza è un’inadeguata quantità di C1-INH che agisca correttamente, provocando l’accumulo di fluidi nei tessuti del corpo, causando notevoli episodi di gonfiore, denominato angioedema. Gli attacchi di angioedema ereditario possono colpire molte parti del corpo e possono diffondersi in più siti, compreso il viso, l’addome, la laringe e le estremità. I pazienti che hanno attacchi addominali di Hae possono presentare episodi di dolore acuto, diarrea, nausea e vomito causati dall’edema della parete intestinale. Gli attacchi di angioedema ereditario che coinvolgono il viso o la gola possono provocare la chiusura delle vie aeree, il soffocamento e, se non trattati, anche la morte.