Ema, ci sono 400 milioni da pagare per l’affitto della sede di Londra

Il contratto di affitto scade nel 2039, ma non sono previste clausole rescissorie. Una volta che l'Agenzia si sarà spostata rimarranno altri vent'anni di canone. L'Ue vorrebbe far pagare l'intera somma al Regno Unito, ma Londra non accetta. Domani il primo Consiglio europeo post Brexit

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Una spada di Damocle da quattrocento milioni pende sull’Agenzia europea dei medicinali. Lo rivela Paul Mcclean sul Financial Times che mette in luce un aspetto di non poco conto. Al momento Ema è in affitto nel palazzo di Canary Wharf a Londra e sarebbe dovuta rimanere lì fino al 2039, anno di scadenza del contratto di locazione firmato nel 2011. Quasi trent’anni di affitto.
Ma con Brexit le cose sono cambiate. Ema dovrà lasciare Londra, ma non è possibile rescindere il contratto, perché all’interno del documento non è prevista nessuna clausola che permetta di chiudere l’accordo prima del tempo. Stando così le cose Ema, una volta trasferitasi in un altro Stato dovrà pagare, probabilmente, l’affitto per il nuovo stabile e continuare a versare il canone per quello precedente. Una spesa enorme. Secondo un rapporto del Parlamento europeo, il costo annuo sarà di circa 16 milioni di euro, tasse escluse.
Diversa invece la situazione per Eba che ha sottoscritto una clausola che le consente di poter lasciare, per la fine del 2020, lo stabile che attualmente occupa dietro pagamento di una penale di circa tre milioni di euro.
L’Agenzia dei medicinali si appella al fatto che “Brexit” ha cambiato le carte in tavola e che un tale evento sei anni fa non era assolutamente pronosticabile. Sono cambiate, in sostanza, le condizioni per continuare a mantenere in vita il contratto.
L’Unione europea appoggia la sua agenzia decentralizzata tant’è che vorrebbe che fosse il Regno Unito a sostenere tutte le spese.
Londra mugugna, Bruxelles minaccia. Intanto domani si aprirà il primo Consiglio europeo per tracciare una rotta nel mare di Brexit.