Ibm Watson Health, Regione Lombardia si muove insieme al Garante della privacy

Maroni: "prima di assumere impegni formali avremo cura di effettuare, d'intesa con il Governo, una condivisione della procedura con il Garante della Privacy"

Non solo Ema, anzi. Milano è il lizza anche per un altro importante premio, stavolta targato Ibm. Watson è “un centro di eccellenza nella sanità che Ibm vuole fare in Europa, a Milano”, e che “insieme a
Human Technopole e Città della Salute farà della città un punto di riferimento in Europa per la sanità del futuro”. Tuttavia, “prima di assumere impegni formali avremo cura di effettuare, d’intesa con il Governo, una condivisione della procedura con il Garante della Privacy“. Lo ha spiegato il governatore lombardo Roberto Maroni, rispondendo oggi in Consiglio regionale a un’interrogazione sul coinvolgimento della Regione Lombardia nell’accordo tra Ibm e ministero dello Sviluppo economico per realizzare a Milano il Watson European Center.
Il Garante, ha osservato Maroni, “è intervenuto visto che si tratta di una questione di grande rilevanza, ma non ha detto di no o che non si può fare. Con una lettera inviata al Governo e alla Regione Lombardia ha specificato che ‘il trattamento dei dati personali, effettuato da soggetti diversi dal titolare del trattamento, deve essere posto in essere da soggetti appositamente delineati, responsabili esterni del trattamento, individuati fra soggetti che per esperienza, capacità e affidabilità forniscano idonee garanzie del pieno rispetto delle vigenti disposizioni in materia di trattamento, ivi compreso il profilo relativo alla sicurezza. Ciò premesso, al fine di garantire a questo ufficio di valutare compiutamente il trattamento dei dati personali in oggetto, si chiede di fornire precise indicazioni’. Cosa che noi abbiamo fatto il 20 marzo – ha riferito il presidente – con una nostra lettera che specifica alcuni punti”.

Nella missiva la Regione precisa che “noi non siamo parte sottoscrittrice dell’accordo – ha puntualizzato Maroni – Sono stati il Governo e Ibm a identificare in Milano il luogo dove intervenire. Noi però abbiamo fatto sapere di essere fortemente interessati a questa prospettiva e valuteremo la proposta del Governo”. E poiché “siamo consapevoli di quanto precisato dal Garante della Privacy”, nella lettera Palazzo Lombardia specifica che “prima di assumere impegni formali avremo cura di effettuare, d’intesa con il Governo, una condivisione della procedura con il Garante della Privacy. Finora il Garante non ha risposto”, ha detto il presidente, ma “attendiamo fiduciosi la sua replica perché riteniamo che questo
sia un investimento molto importante per la Lombardia e per l’Italia”.

Il centro Watson “è un investimento da 150 milioni di dollari – ha rilevato Maroni – che funziona già negli Stati Uniti e che pensiamo sia importante avere anche da noi, perché consentirà di dare risposte rapidissime al medico che ha l’onere di fare la diagnosi, eliminando zone d’ombra, riducendo i tempi ed evitando quelle forme di cosiddetta ‘medicina difensiva’ che servono ai dottori per evitare responsabilità
e ridurre il rischio, ma che costano molto al servizio sanitario“. Per il governatore si tratta dunque di “un investimento utile e importante”.