Antibioticoresistenza, scoperto nuovo meccanismo di trasmissione

Uno studio condotto dall'Azienda ospedaliera universitaria di Pisa, in collaborazione con esperti olandesi e greci ha scoperto che l'antibiotico colistina perde la sua efficacia a causa di un frammento di Dna che si inserisce in un gene che viene così interrotto, provocando la resistenza a questo antibiotico

Un nuovo meccanismo di trasmissione della resistenza alla colistina in Klebsiella pneumoniae, già resistente ai carbapenemici, è stato scoperto grazie a uno studio condotto dalla Microbiologia dell’Azienda ospedaliero universitaria di Pisa (Aoup), in collaborazione con Olanda e Grecia, e presentato al recente convegno Eccmid di Vienna. Lo rende noto un comunicato dell’Aoup.
Nel lavoro, che fa seguito a uno studio precedente del medesimo gruppo “che aveva rilevato, per la prima volta, come i macchinari di esecuzione dell’antibiogramma sottostimassero in realtà la resistenza batterica, si è scoperto che la colistina, spesso ultimo baluardo per il trattamento delle infezioni sostenute da questi ceppi multiresistenti assai diffusi negli ospedali, perde la sua efficacia a causa, principalmente, di un frammento di Dna veicolato da un plasmide, frammento che si inserisce in un gene che viene così interrotto, provocando appunto la resistenza a questo antibiotico”.
Il trasporto plasmidico di queste sequenze di inserzione causa la disseminazione orizzontale della resistenza. Conoscere questa modalità di trasmissione, la più efficace dal punto di vista del successo evolutivo del batterio, rinforza lo stato di vigilanza e porta a un incremento nell’attenzione che va rivolta al contenimento della diffusione di questi batteri.