Asma, un microfono “scopre” il paziente che non segue la terapia

Un nuovo device, lanciato da AstraZeneca, registra le inalazioni e invia i dati a un’app sullo smartphone. Così il medico può verificare l’aderenza alle cure prescritte

Un microfono “intercetta” i pazienti con asma e scopre quando non seguono la terapia prescritta dal medico. Uno “spionaggio” a fin di bene, per favorire l’aderenza alle cure, possibile grazie a un dispositivo elettronico in grado di “sentire” se il paziente con asma usa o meno il proprio inalatore contenente il farmaco. E in grado di inviare le informazioni a un’app per smartphone. È l’innovazione (chiamata Turbo+) annunciata oggi da AstraZeneca. Il device si usa in combinazione con l’inalatore contenente budesonide/formoterolo (Turbohaler) e verrà inizialmente utilizzato in alcuni centri specializzati.

Turbo+ invia informazioni dettagliate sul numero e la data delle inalazioni, permettendo così al paziente un costante controllo della propria terapia tramite l’app. Il medico a sua volta ha un accesso riservato attraverso un portale. Così, durante la visita di controllo, può verificare se il paziente ha seguito correttamente la terapia.